Connecting the Dots – Il Blog di Sara Borghi

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Realtà aumentata, Data Visualization & Ubiquità – The Ambient Life

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Date un’occhiata a questo video, The Ambient Life, realizzato da Freeband Communication, che presenta un Mondo  in cui le informazioni di cui disponiamo saranno intelligentemente integrate nella nostra vita di tutti i giorni; un Mondo nel quale le ICT trasformeranno tutto ciò che ci circonda in un ambiente in grado di pensare e di “prendersi cura” di noi… ed è molto probabile che questo accada fra non molti anni.

realtà aumentata, data visualization, ologrammi…sono scenari che da un lato mi incuriosiscono molto, dall’altro mi spaventano un pò…

Voi che ne pensate?

Buona giornata!

Written by saraboargs

novembre 18, 2009 at 9:16 am

un nuovo entusiasmante progetto…

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Buongiorno a tutti !!!

beh….dopo numerosi giorni di assenza mi sono riconciliata con il mio blog (che credo fosse oggettivamente un pò arrabbiato della mia latitanza =) …) e spero di farlo anche con voi !

e infatti oggi comincio subito dicendovi che a partire da oggi raddoppierò la mia presenza sulla rete in vesti di “blogger” accompagnata dal mio grande amico Edoardo Piccolotto .

Ladies and Gentlemen, ecco a voi :

One Link A Day

L’idea alla base del blog (ce sarà interamente in inglese questa volta 😉 ) è nata dal nostri desiderio di recensire, segnalare e condividere con voi ogni giorno un sito che riteniamo sia particolarmente innovativo, interessante, utile e, soprattutto, di qualità , umilmente operando come una sorta di “filtro” per dare visibilità alla qualità presente sul web.

Crediamo che in questa fase di “information overload” sia un’operazione necessaria e sicuramente utile anche per tanti altri amanti di questo complicatissimo e interconnesso cervello che è oggi Internet…

I post saranno decisamente minimal, questo per:

1) permettere a voi di dedicarvi alle vostre faccende quotidiane al meglio senza che dobbiate perdere troppo tempo a leggere il nostro blog

2) lasciare spazio al website segnalato … ossia il vero protagonista del blog =)

3) dare ampio margine ai vostri commenti (che spero saranno numerosi ed ulteeriormente stimolanti 😉 )

detto questo, spero di reincontrarvi numerosi lì e spero che questo sia l’inizio di spunti , idee e conversazioni arricchenti sia per noi che per voi !

Buona giornata

Written by saraboargs

ottobre 13, 2008 at 8:55 am

some useful tools…

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Buonasera a tutti 😉

è un sacco di tempo che non scrivo accipicchia…devo dirvi che non sono stata molto ispirata nei giorni passati, credo sia dovuto al cambio repentino di clima, che come tutti gli anni un pò mi sconvolge con sensazioni ed emozioni passate, lasciti dell’estate e nuovi propositi che maturano in uno stadio di semi-intorpidimento…

Il post di oggi è dedicato a tutti coloro che vengono colpiti dalla sovra-descritta sindrome. potrei infatti definirlo come “la mia ancora di salvezza” per l’ormai avviato anno lavorativo =)

Quelli che vi propongo oggi sono alcuni fra i supporti tecnologici che mi accompagneranno nei mesi avvenire a ordinare le idee e gestire le mie attività giornaliere (ovviamente se utilizzati al massimo delle loro potenzialità e con una certa costanza…requisiti essenziali per trarne il massimo beneficio), alcuni dei quali già sfrutto (così come voi credo) , altri che sfrutterò non appena sarà possibile (in quanto per ora “available in the USA only!” ).

Vorrei incentivarvi avvisandovi che tutti questi strumenti sono estremamente facili da usare, veloci, potenti e anche divertenti =)… ma andiamo con ordine :

1) Evernote : io l’ho installata sia sul portatile sia sul mio iPhone. trovo che sia un’applicazione semplicemente fantastica ! consente infatti di fissare qualsiasi tipo di informazione che vi interessa (appunti, pagine web, foto, file audio) ed organizzarla tramite tags per averla sempre ricercabile, disponibile e fruibile. Io la sfrutto moltissimo in macchina mentre guido e mi serve un’informazione, oppure per fotografare Menu nei ristoranti take-away in cui vado (ok, questo ammetto è un pò troppo forse…ma tutte le volte che prendo un menu lo perdo dopo circa 10 minuti =) ) ,  Esiste poi un’ulteriore funzione: scattate una foto dal vostro iPhone, inviatela ad Evernote e questo provvederà a scannerizzare l’immagine in modo da rendere possibile la ricerca di parole specifiche al suo interno!

2) Google Calendar : che dire…manna dal cielo =) . Mi consente di impostare promemoria se devo ricordarmi qualcosa, per poi inviarmeli tramite email. Usato nel modo giusto facilita un aggellerimento mentale incredibile… inoltre ho scoperto che è possibile installare un plugin di Firefox per combinare GCalendar con Gmail, in modo tale da poter visualizzare insieme calendario e posta !

3) Remember the Milk oppure Ta Da List : fantastici per gestire i propri “To-Do” quotidiani, condividerli e sincronizzarli con Google Calendar ! Se avessi il Mac però probabilmente userei Anxiety. Purtroppo, tutti sono per ora disponibli per iPhone solo sull’iTunes store americano.

Infine…il mio sogni è che presto sia disponibile anche in Italia un’applicazione come Jott , segnalatami da un’amica americana , che integra tutte le funzionalità proprie delle applicazioni descritte sopra =).

Personalmente questi strumenti mi aiutano moltissimo ogni giorno, soprattutto perchè ormai credo di aver imparato a sfruttarli in modo produttivo (menu’ dei take away a parte 😉 ).

E credo che considerata la crescente mobilità e il sovraccarico di infomazioni a cui siamo sottoposti in ogni momento , la possibilità di scremare fra le informazioni, annotarsi velocemente qualsiasi tipo di dato utile/interessante, identificandolo e rendendolo facilmente ritrovabile per poi condividerlo sia davvero fondamentale.

Tutto ciò, cari amici, senza però togliere valore alla mia cara vecchia Moleskine … che soprattutto quando l’iPhone si scarica (…) resta sempre uno strumento infallibile =)

Buona serata e Buon riposo,

ps: se avete qualche consiglio riguardo ad applicazioni/tools di questo tipo che vi salvano la vita fatemi sapere… collaudare mi diverte sempre da morire!

Written by saraboargs

settembre 18, 2008 at 5:35 pm

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…how to hire interns…

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Ancora una volta Seth Godin ha centrato il segno…

Leggendo il suo blog pochi giorni fa, sono incappata in uno dei suoi ultimi post, in cui racconta la strategia da lui adottata per assumere i propri stagisti :

Seth racconta di come ha risolto il problema legato alla quantità e alla qualità delle centinaia di CV e lui arrivati lo scorso Marzo, quando diffuse la notizia di voler iniziare un programma di Internship presso di lui.

Curriculum di studenti provenienti da tutto il mondo, con background ed esperienze di vita estremamente differenti l’uno dall’altro…

In che modo agire per effettuare la scelta giusta ed identificare quelli che erano effettivamente i candidati migliori?

Seth, decise di invitare tutti loro a prendere parte ad un gruppo su Facebook. Poi, fece in modo di creare le condizioni affinchè loro si conoscessero e conversassero online. Fatto ciò, in base agli elementi accumulati, Seth fu in grado di dividere tutti i partecipanti in 4 gruppi:

– I “game-show contestants” , ossia coloro che, cercando semplicemente un Internship SI/Internship NO velocemente abbandonarono il gruppo…

– I “lurkers”, presenti ma inattivi

– I “followers”, sempre in attesa di qualcuno che dicesse loro il da farsi…

– I “leaders”, coloro che iniziavano le conversazioni, creavano spunti, iniziative…

Dopo questo “test” Seth era in grado di svolgere una selezione qualitativamente migliore , avendo visto il comportamento online di tutti questi giovani aspiranti a lavorare nell’ambito del web e del digital marketing.

Dopo avere contattato i candidati selezionati, Seth li coinvolse nel provare un’ulteriore esperienza virtuale: l’idea alla base in questa seconda fase, era di fornire ai ragazzi/e una piattaforma online ed alcuni progetti ai quali loro (se ritenuti interessanti) potessero partecipare ! Non veri e propri “lavori”, semplicemente attività interessanti da provare, analizzare, risolvere.

Risultato : la maggior parte degli stagisti colse la palla al balzo e i progetti vennero efficientemente portati a termine. In più ai candidati più attivi (oltre ad essere assunti…) venne garantita visibilità sul blog stesso di Seth !

Sono fiduciosa che negli anni avvenire anche le aziende italiane (soprattutto quelle che maggiormente utilizzano approcci collaborativi e richiedono solide competenze nell’ambito delle nuove tecnologie per la comunicazione/web) utilizzeranno questo tipo di strategia nell’assunzione delle risorse umane (sia per il breve che per il lungo periodo) , riflettendo sull’incremento di produttività risultante dall’implementare un processo di questo tipo ( in cui : opportunità + libertà = maggiori risultati).

Voi che ne pensate? Credete che in Italia siamo moto lontani da tutto questo? Conoscete casi simili che volete condividere?

Buona Serata,

Written by saraboargs

settembre 9, 2008 at 6:59 pm

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il mio punto di vista su Chrome…

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Bè gente, dal momento che per almeno una settimana ne continueranno a parlare tutti…colgo l’hype dell’argomento anche io 😉 . OK … Chrome ! Perchè diavolo Google ha deciso di lanciare un browser web?

Qual’è la posta in gioco di questa scelta? e quale la motivazione di fondo di questo prodotto? (dal quale evidentemente Il colosso del Search marketing si aspetta un ritorno, economicamente parlando, notevole).

Al di là dei vari interventi speculativi, del tipo “Google ora avrà il pieno controllo di tutta la user experience”, oppure “Google vuole creare una piattaforma per i suoi prodotti “da ufficio” ” , credo ci sia qualcosa di più importante ed ampio su cui riflettere…

Per esperienza personale, un tipico luogo comune, quando si pensa al processo di ricerca dell’utente sui motori di ricerca si pensa sempre che avvenga sulla Home Page di questi , tipo Google.com, Yahoo.com.

Ma in questo modo escludiamo l’importanza delle ricerche effettuate sul web tramite applicazioni differenti…e che, indovinate un pò…si trovano inserite all’interno del browser stesso!

da una statistica recente è emerso che Internet Explorer ora domina il 72% del mercato dei browser  Internet. Le 2 modalità principali per avviare una ricerca online dal browser stesso sono possibili grazie alla toolbar (il piccolo box that si trova in alto a destra, a fianco dell’address bar)  e al cosiddetto “error traffic” (quando l’utente inserisce un indirizzo scorretto….tipo www.yahee.com ,invece che yahoo.com, Explorer è in grado di effettuare una ricerca per fornire quello giusto).

Molte aziende hanno sfruttato entrambe queste tecnologie di Explorer per creare palate di traffico ed ottenere ricavi. Google, Yhoo, AOL, Compcast per afre qualche nome, hanno tutte creato delle “search bars” per re-indirizzare  traffico provieniente da Microsoft. E questa manovra equivale ad un aumento del 10-15% di traffico a pagamento.

Non credo che le persone andrebbero direttamente sui motori di ricerca se queste tecnologie non esistessero. Del resto, come ho detto prima, gran parte di queste “ricerche” sono essenzialmente errori di spelling oppure URL scritti senza aggiungere .com alla fine (e se ne vedono…). Persone che non iniziano la propria esperienza online volendo cercare, ma al contrario, andare su un sito SPECIFICO ! e a costoro, più che un motore di ricerca servirebbe un tool di controllo spelling =)

e qua arrivo al punto : gran parte di queste tecnologie sono alimentate proprio da Google e questo aggrava il rischio al quale il motore di ricerca è esposto!

credo che Google abbia creato Chrome non tanto per mettersi in competizione con Microsoft, ma per ridurre il rischio che Microsoft sfrutti a proprio questa opportunità. Microsoft potrebbe reagire decidendo di eliminare toolbar/redirects, e per evitare problemi di antitrust, anche le ricerche Microsoft. Di certo questo avrebbe un impatto, ma essendo talmente diversificata non credo che sarebbe disastroso… e per argomentare la decisione potrebbe far leva sul fatto che toolbars e redirects sono strettamente connesse a virus, pop-up e scams illegali !

Di punto in bianco, Google e company si troverebbero davanti a significative perdite in termini di traffico e, quindi, di ricavi… altrochè “chrome” insomma =)

E la soluzione, per la prima volta, non è arrivata da un’acquisizione esterna, ma da una soluzione strategica interna al’azienda sicuramente a lungo ponderata in termini di ratio fra successo di breve e lungo periodo.

Written by saraboargs

settembre 4, 2008 at 11:59 am

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on reading…and reading well

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Oggi mi sono ufficialmente detta : ”Sara, tu devi imparare a leggere! ”  

(Tranquilli…ho fatto le elementari…e questo dovrebbe bastare in teoria), giusto?


nel mio caso specifico, sbagliato !

…il punto di partenza è la mia profonda convinzione che la lettura può renderci scrittori (e persone innanzitutto) migliori , se si ha veramente voglia e tempo di abbandonarsi alla scrivere (non è sempre così…).

 

Vorrei riflettere più su CHE COSA scriviamo, che su COME scriviamo.

Da pseudo blogger mi rendo conto davvero di come la concorrenza nel mondo dei contenuti on-line sia spietata. La regola d’oro per vincere consiste nel cercare e trovare le informazioni che altri non hanno, che spesso equivale a sottoscriversi ad un numero sproporzionato di feed RSS…

Ora, mentre  da un lato credo che la ricerca di nuove informazioni da una grande varietà di fonti sia una attività positiva, non ne consegue necessariamente un vantaggio… rientriamo un po’ tutti nella categoria che gli Antichi Greci chiamavano “Sofisti” …molto informati nonché bravissimi argomentatori… ma a che scopo? Qual è il nostro valore aggiunto?

Il problema nasce proprio dalla metodologia alla base del processo di lettura.

Io personalmente non leggo  “bene”, soprattutto on-line. Potrei definire il mio approccio come una mega endovena di contenuti, invece che un vero e proprio processo digestivo di questi…

 

Pensiamo agli stessi blog : quante volte mi è  capitato di leggere,in risposta a specifici post, commenti che lasciavano intendere chiaramente che il visitatore non aveva per niente carpito il messaggio centrale dell’articolo !

Certo, accade a tutti di tanto in tanto, ma è abbastanza difficile crearsi una credibilità se non si è capaci di cogliere appieno l’argomento che si è scelto di affrontare (in un articolo o un commento).

Inoltre, passare in rassegna centinaia di feed RSS e leggerli soltanto a fini informativi crea secondo me una posizione di svantaggio. Qualcuno nello stesso settore è probabile che abbia letto decine di libri (e averli letti profondamente) da aver già raggiunto lo status di autorità in materia !

Per molto tempo ho giudicato l’apprendimento proprio come un raccolta di informazioni seguita dal tentativo di trattenerle in mente il più a lungo possibile (task difficile data la mia memoria pessima…) .

 

Ora sto capendo che essere semplicemente in grado di rigurgitare informazioni è indice di basso livello di apprendimento rispetto alla comprensione (e dicendo questo mi riferisco soprattutto all’informazione prodotta e quindi letta in lingua non italiana).

Molto bloggers sono fantastici nell’operazione rigurgito (e, sia chiaro, coinvolgo pienamente anche me stessa in questo giudizio). Spesso manca la abilità di capire e comunicare davvero ciò che si tratta, limitandosi ad “inoltrare” i nostri obblighi di lettura verso altri, e questo non è dare alle persone quello che davvero cercano in una pubblicazione.

Per questo è necessario mettere in pratica un’esplorazione autentica, dal momento che è possibile interpretare e coinvolgere l’altro relativamente ad un argomento solo partendo da una profonda e personale esplorazione di esso.

 

Nel 1940, Mortimer J. Adler, filosofo aristotelico Americano, scrisse un libro intitolato “Come leggere un libro” , nel quale individuava quattro livelli di lettura:

     * Elementary à è il livello raggiunto (si spera) negli anni delle scuole elementari


     * Inspectional
à si tratta di uno scanning superficiale, che dovrebbe dare l’input per il passo successivo… non è ponderato,  non ci si sofferma su punti particolari e nel caso non si capisca qualcosa, non ce ne si preoccupa più di tanto.
     * Analytical
à a questo livello, ci si è mossi oltre il semplice atto di “assorbimento” e si inizia ad assumere un vero e proprio approccio critico per capire il significato e le motivazioni che stanno dietro il testo (qual è l’argomento? Qual è il problema posto dall’autore? Che termini usa per definirlo? Quali sono le sue posizioni? etc…). La cosa si complica ovviamente quando aumentano le risorse in analisi =)


     * Syntopical
à …si dice che dopo avere letto almeno 5 libri su un argomento è possibile ritenersi “esperti”… ok, ma il punto è sempre: letti COME ? è questo che fa la differenza. Se questi libri vengono letti soltanto in modo analitico (“soltanto” per modo di dire…se escludiamo Topolino) sicuramente si è esperti relativamente a ciò che GLI AUTORI pensano e dicono su un certo argomento. Ma l’ultimo gradino riguarda i propri problemi/argomenti che si cerca di risolvere: in questa ottica, le risorse e gli autori dai quali si attinge, dovrebbero essere solo strumenti che portino alla formazione di un’opinione che sia totalmente nuova (e, magari, anche innovativa…).

 

Le fonti dovrebbero venire mescolate con la propria esperienza personale e conoscenze in altri ambiti per la creazione di nuovi punti di vista ed informazione !

 

Porre domande, cercare risposte, comprendere le varie risposte, ed infine di decidere per se stessi. Cercando di afferrare la totalità e la complessità, ed essere capaci di scrivere in modo essenziale, semplice e perché no, anche divertente.

 

Credo sia questo l’unico modo per offrire davvero valore a chi usa il proprio tempo per leggere i nostri blog !

 

Io sono ancora molto indietro ! ma sicuramente ho quantomeno individuato il percorso…

Buon (reading) weekend =)

Written by saraboargs

agosto 30, 2008 at 10:14 am

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most sung-about body parts…

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…che le parti del corpo rappresentino una costante all’interno delle canzoni di qualsiasi genere da secoli non è una novità…

la novità è che per la prima volta, 2 “Visual artists” hanno reso noti i risultati della propria ricerca, finalizzata proprio a capire quali sono gli attributi del corpo umano maggiormente “citati” all’interno delle canzoni.

Lo studio ha riguardato un campione di 10.000 canzoni, ed i risultati sono stati poi divisi in base al genere musicale ( 11 categorie: alternative, blues, country, electronica, folk, gospel, metal, hip-hop, jazz, rnb, rock …nb: devo dire che ormai i generi sono talmente sovrapposti che questa classificazione andrebbe verificata, ma data l’ampiezza limitata del campione riteniamola attendibile =) ).

Vi mostro la rappresentazione grafica degli esiti (che potete visualizzare in maggiore risoluzione qui):

Fra tutte le categorie, gli occhi hano vinto l’oro come parte del corpo maggiormente “citata” , fatta eccezione per l’hiphop, che, non a caso, pone grande enfasi sul fondoschiena umano (nb: sono convinta che sommando tutte le volte che la parola “ASS” è presente nei testi di Snoop Dog & Sean Paul si ottenga il 90% del totale =) ) .

Invece il blues ed il gospel evidenziano notevolmente l’importanza delle mani, seppur in contesti differenti (ossia “tenere lontano quelle manacce” e rendere grazie/lodare Dio rispettivamente) .

L’hiphop inoltre si distingue per il fatto di citare il maggior numero di parti del corpo all’interno dei propri testi, mentre il gospel si posiziona a fine classifica in questo aspetto (minor numero di body-parts citate…da notare l’influenza della spiritualità).

Il lavoro di Fernanda Viégas e Martin Wattenberg  è stato esposto al MoMa di New York, al London Institute of Contemporary Arts ed al Whitney Museum of American Art.

è anche possibile ordinare una stampa della grafica della ricerca qui … e devo complimentarmi per la geniale idea di marketing : un semplice lavoro di grafica che ha trasformato una ricerca piena zeppa di statistiche in un oggetto di design da appendere al muro…!

Baci =)

Written by saraboargs

agosto 26, 2008 at 3:35 pm

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