Connecting the Dots – Il Blog di Sara Borghi

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la batteria dell’iphone…

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Credo che il topic di questo post possa risultare interessante a molti di voi … che pur essendo decisamente soddisfatti dell’acquisto del “JesusPhone” (nb : magari Gesù l’avesse avuto davvero, avrebbe come minimo raddoppiato i miracoli e gli spostamenti 😉 ) si siano scontrati con un problemino abbastanza rognoso :

La durata della batteria.

il mio personalmente non dura più di 2 giorni in stand-by, dei quali l’uso principale è navigare (leggi: twitterare, email, feed RSS…) e mandare/ricevere SMS.

Pertanto, mi sono un pò informata sula rete per cercare soluzioni al fine di ritardare un pò la fastidiosa mossa di attaccare il proprio device al laptop o alla presa…

Proprio stamattina sono incappata nell’ultimo post di Guy Kawasaki, uno dei padri di Apple sin dai lontani anni ’80, nonchè imprenditore di successo nell’ambito del marketing e nuove tecnologie.

Vi rimando pertanto ai suoi consigli sull’Arte di allungare la vita all’iPhone =) alla fine del post, Guy fa accenno anche alle applicazioni da lui installate sul proprio telefono. Credo valga la pena di darci un occhio considerato da che pulpito arrivano le informazioni …

A proposito, avete qualche application utile (e magari gratuita) da consigliarmi ?

Io per ora, tra le varie installate, sfrutto moltissimo Evernote.

Buona Giornata,

Sà

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Written by saraboargs

agosto 25, 2008 at 7:02 am

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1000$ per una applicazione iPhone…è uno scherzo vero?

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Buongiorno!

…in attesa di gustarmi un pranzetto estivo nel giardino della nonna, vorrei condividere con voi alcuni pensieri scaturiti dopo la scoperta di questa mattina, ovvero:

è arrivata sull’iTunes Store la prima applicazione per iPhone dal costo di (udite udite) 999.99$ (799.99 euro…), che porta il nome di I Am Rich, sviluppata da un certo Armin Heinrich.

Escludendo il fatto che la sola applicazione costa più del device stesso, i punti sui quali vorrei soffermarmi sono essenzialmente 2:

– l’applicazione (appartenente alla categoria Lifestyle…) ha utilità NULLA: consiste infatti in una semplicissima icona rossa che ha il solo obiettivo di ricordare al proprietario dell’iPhone quanto egli sia Cool e abbiente per essersi potuto permettere tale acquisto. Anzi no dai…a dirla tutta qualcosa fa : cliccando sul bottone “i” pare che si venga illuminati da un mantra esclusivo che suggerisce strategie per rimanere belli ricchi ed influenti (a questo punto poteva chiamarla Beautiful…oppure Beverly Hills 90210…)

– possibile che a Cupertino non si accenda nessun campanello di allarme dopo questo fenomeno? un’applicazione di questo tipo non solo non vale 1000$, ma personalmente sfido chiunque a pagarla anche solo 10… Del resto al momento, nessuno vieta ai developers di fissare a piacere il prezzo delle proprie creazioni. Generalmente parlando, il prezzo dei software viene stabilito sulla base della domanda attesa per il prodotto e sull’attività dei competitors. Ma se, come in questo caso, manca un efficiente ambiente competitivo e l’applicazione viene creata con il solo obiettivo di abbindolare i fessi di turno (e.g. delle aspiranti Paris Hilton che hanno acquistato l’iPhone scambiandolo per una piastra per capelli…), l’intervento diretto di Apple è a dir poco necessario, per dimostrare che soltanto i developers seri ed in grado di creare valore reale (non solo un diamante De Beers virtuale costantemente presente sul display)  possono essere ammessi all’interno del App Store .

…E solo in seguito il prezzo può essere stabilito dai consumatori stessi, sulla base degli attributi oggettivi e non della speranza (vana) di alcuni sviluppatori di marciare sulla esclusività del prodotto iPhone.

Voi che ne pensate?  Siete drastici ai miei livelli=)?

Buon Pomeriggio,

Sà

Written by saraboargs

agosto 7, 2008 at 11:30 am

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per tutti gli Ipod fans (as I am…)

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Prima di uscire da questo forno di ufficio vi saluto con l’ultimo post della giornata…e andrò a casa a pianificare assieme a mia sorella Frè il nostro weekend…di cui vi informerò domani!

Ho appena scoperto un tool interessante che conto di provare al più presto=)

…Proprio oggi mentre venivo al lavoro e ascoltavo un po’ di pezzi nella modalità “shuffle” mi sono accorta di quante canzoni in realtà ormai “schippo” (scusate il termine =) ma ci siamo capiti ) dopo 2 secondi perchè mi hanno stancata ma allo stesso tempo non ho voglia di togliere manualmente per aggiungerne altre che meglio rispecchino le mie attuali preferenze. Alchè mi sono chiesta: ma perchè il mio Ipod (con tutto il bene che gli voglio…) non si sfurbisce e mi imposta automaticamente le canzoni in base ai miei abituali “comportamenti d’ascolto?”.

Dopo una breve (brevissima) ricerca ho trovato ciò che rende tutto questo (apparentemente) possibile!

Si tratta di Instinctiv , una nuova applicazione per Ipod (solo Touch…sorry) ed Iphone.

Per prima cosa, vi informo che è necessario possedere un Iphone che sia sbloccato (ma per il momento in Italia questo non rappresenta un problema…). Quindi sarà possibile scaricare l’applicazione ed installarla sul proprio dispositivo! Attivando poi la funzione “Instinctiv shuffle” l’Ipod automaticamente imposterà la vostra libreria di ITunes sulla base dei vostri pattern musicali…non male eh? =)

Manca la funzione “voto” …ma del resto gente…la musica è la vostra fino a prova contraria=)

Una mancanza: a parte il lavoro extra che richiede, sarebbe fantastico se Instinctiv si evolvesse in un modello di “recommendations” (sullo stile di Amazon), cioè sulla base delle mie preferenze di ascolto fornirmi suggerimenti del tipo ” se ascolti questo, allora potresti apprezzare anche…” ogni volta che ci si sincronizza su iTunes (oppure a Last.fm…ma per ora pensiamo ad iTunes =) ).

In tal caso rischierei davvero l’autismo!

Ora scappo…

Baci

Sà

Written by saraboargs

giugno 26, 2008 at 4:45 pm

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Controcorrente…

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ho appena letto questo brevissimo articolo sul sito di Internazionale…e l’ho trovato fantastico nonchè decisamente ironico! L’articolo originale è in inglese ed è opera di Alex Pareene, editor di Gawker.com, un blog molto sarcastico su gossip e notizie a Manhattan. Un articolo dedicato a tutti i fanatici della Mela (morsicchiata…ma solo una volta…non la Mentadent…) e a tutti quelli che continuano a vivere benissimo anche senza…io mi inserisco nella seconda categoria, quella un po’ più sfigatina, ma che cerca nonostante tutto di starci dentro…

enjoy

Sà

“Apple fetishists: grow up” ,di Alex Pareene (Gawker.com)

Karl Rove ama il suo iPhone. Lo usa in continuazione! Ha anche ammesso di possedere un MacBook Air, un portatile che si distingue per una sola qualità: potete metterlo in una grande busta da lettere. Quel tiranno radiofonico di Rush Limbaugh, invece, ha dovuto chiedere alla Apple di aiutarlo a sistemare il suo nuovo computer.

I profeti preferiti degli americani amano il design sottile e la semplicità dei prodotti Apple. Quei criptofascisti: sono proprio come noi! E questo ci porta a una preghiera: possiamo, per favore, smetterla una volta per tutte con questo falso mito per cui la Apple avrebbe un fascino particolare che la rende un’azienda fichissima?

La Apple è una gigantesca fabbrica di tecnologia. Quindi sta uccidendo il pianeta! I computer, i processori, le batterie e i telefonini sono pieni di veleni, e finiranno tutti sotto terra. Certo, l’azienda di Steve Jobs ha detto che riciclerà il vostro vecchio computer se promettete di comprarne uno nuovo. Da loro, però. E pensare che nel consiglio d’amministrazione c’è Al Gore!

La Apple ha anche lanciato qualche iniziativa aziendale con la parola “verde” nel nome, proprio come la General Electric. Per non parlare del suo negozio online, iTunes, pieno di file protetti per evitare le copie pirata. Oppure della sua abitudine di costringere i blogger che parlano dell’a­zienda a rivelare le loro fonti citandoli in giudizio, e di tutte le altre cazzate con cui attirano l’attenzione dei blog tech-alternativi come Boing Boing.

Feist e la Bauhaus

Ormai i prodotti della Apple sono solo degli accessori: paghi un po’ di più per un portatile senza lettore dvd solo perché c’è il logo e il tuo mouse ha un solo tasto perché Apple pensa che i suoi utenti non siano capaci di usarne due.

Molte cose supertrendy costano più della concorrenza, ma spesso sono decisamente migliori: i Levi’s da duecento dollari sono più robusti di quelli da sessanta. Con i prodotti Apple, invece, spendi di più per un portatile senza porta usb e così lucido da sembrare una piastrella per il bagno.

Bisogna ammettere che il loro sistema operativo è intuitivo ed estremamente semplice da usare. In più ha una bella grafica e spesso funziona. Ecco perché è perfetto per vostra nonna! Preferirà senz’altro usare il Mac invece di provare a installare Firefox su Windows Xp.

Ma queste cose non verrete mai a saperle da qualcuno del reparto marketing della Apple, che sembra adulare solo i consumatori più cosmopoliti. Designer! Fan dell’indie rock! Ragazzi con le sneaker! Questi prodotti sono stati creati per voi, perché Apple pensa che siate degli idioti!

Sono due anni ormai che ce lo dimostrano con quegli stupidi spot “I’m a Mac”. Tu sei un Mac! Tu sei uno sgradevole e insopportabile fighetto! Il pc è uno spirito brillante e un bravo scrittore. Ma porta la cravatta, guarda un po’, e quindi è uno sfigato. La Apple ha insultato la vostra intelligenza fin dall’inizio: ricordate il famoso spot lanciato durante il super bowl del 1984?

È da idioti pensare che sia un gesto ribelle spendere un sacco di soldi per un computer, quando puoi comprarne un altro a meno che funziona altrettanto bene. Almeno hanno abbandonato lo slogan “Think different”: faceva venire voglia di sganciare dal continente l’intera West coast e mandarla alla deriva nell’oceano.

Ma noi non odiamo i Mac. Pensiamo che l’iPhone sia un oggetto per stronzetti che funziona meglio del BlackBerry, abbiamo un iPod e ammettiamo senza alcuna difficoltà che comprare un pc con il sistema operativo Vista è un errore madornale (però se si torna a Windows Xp tutto va bene!).

Ma siamo stufi di chi è convinto che siccome qualche leccapiedi del marketing ha fatto ascoltare al capo la musica di Feist o un designer della Apple ha sentito parlare di Bauhaus, allora la Apple sia un’azienda più creativa e liberale, che so, della Dell. Almeno la Dell non ci tratta come dei cretini.

 

Written by saraboargs

giugno 16, 2008 at 3:13 pm

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