Connecting the Dots – Il Blog di Sara Borghi

Archive for the ‘private life’ Category

Utilizzare Twitter per Viaggiare (ovvero il mio primo eBook!)

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Hello People!

…si, sono rientrata da Londra,  dove ho trascorso alcuni giorni che mi hanno veramente elettrizzata: partecipare al WTM è stata un’esperienza che credo mi ricorderò molto a lungo e che mi ha dato tanta tanta carica e voglia di fare!

…vi racconterò tutto in un post che scriverò nei prossimi giorni, quando avrò metabolizzato ed organizzato mentalmente le conoscenze acquisite ed i contenuti di queste intense giornate!

Comunque, sull’onda dell’entusiasmo, ho deciso che stasera è arrivato il momento di condividere con voi il mio primo eBook (sperando non sia l’ultimo!) al quale ho lavorato nel corso delle ultime 2 settimane…quindi boys and girls, ladies and gentlemen, lettori affezionati al mio blogghino, ecco a voi:

” Twitter per Viaggiare – Yes We Can!”

Come avrete facilmente intuito dal titolo,  si tratta di una mini-guida, nella quale tento di spiegare come è possibile utilizzare la rinomata piattaforma di micro-blogging per pianificare in modo semplice, economico ed efficiente i propri viaggi.

Dopo essermi documentata per alcuni giorni online, ho cercato di raccogliere quante più informazioni possibili in merito a questo tema, ed il risultato lo potete liberamente scaricare cliccando sull’immagine qui sotto:

twitter per Viaggiare - eBook

Grazie a queste poche pagine, spero di dimostrare anche a voi le incredibili potenzialità che ha (e che avrà sempre di più) Twitter come strumento di travel-planning e, soprattutto di raccogliere spunti, considerazioni e ovviamente consigli per ampliare ulteriormente il tema in futuro! Nel corso della stesura, mi sono resa conto di quanti aspetti possono essere approfonditi, oltre che analizzati dal punto di vista di chi vuole invece conquistarli, i turisti  :).

Enjoy… e aspetto con ansia i vostri feedback!

Buon weekend!

Sara

Creative Commons License
Twitter per Viaggiare – Yes We Can! by Sara Borghi is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale 2.5 Italia License.

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Written by saraboargs

novembre 14, 2009 at 7:35 pm

World Travel Market 2009

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La prossima settimana a Londra (precisamente all’ExCel) si terrà il Wolrld Travel Market, ossia il più grande evento al Mondo legato all’industria del Turismo, che quest’anno festeggia il 30° anniversario. Essendo sempre stata incuriosita da questa Fiera e dalla sua importanza sia in termini di contenuti sia di espositori (poco fa ho guardato l’elenco e mi è quasi venuto un infarto…) ho deciso di unire l’utile al dilettevole ed andare a scuriosare un pò, anche nella speranza di incontrare e salutare un paio di persone a cui sono grata 🙂

World Travel Market 2009

Secondo me è stupendo lo slogan “Around The World in 4 Days” ! Beh se posso fare un giro del Mondo in appena 4 giorni e pagando 35 euro di volo allora colgo immediatamente l’opportunità  😀

Se volete farvi un’idea di cosa sia il World Travel Market, date un’occhiata a questo video introduttivo, secondo me molto interessante in quanto spiega l’evoluzione di questo settore e le sfide che si presenteranno nei prossimi anni:

Se vi interessa, ho caricato l’elenco dei seminari che più mi interessano e ai quali spero di riuscire a partecipare (selezione durissima!!!) –> WTM_Programma_Seminari

Vi faccio sapere com’è andata aquesta avventura 🙂

Bacioni,

Written by saraboargs

novembre 7, 2009 at 3:32 pm

…Avete visto UP?

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In genere non oso recensire film… un pò perchè raramente ne vedo di quelli che ti colpiscono per davvero, un pò perchè non ho nessun tipo di competenza a livello di critica cinematografica, ma giudico spesso su di una base puramente emotiva o poco più…

Però, nel di UP, ovvero l’ultimo film della Pixar, qualcosa mi sento di dirla, perchè è veramente un film, umanamente e credo di poter dire anche tecnicamente parlando, eccezionale.

Up-Pixar

Per chi di voi proprio nn se sa nulla, UP narra la storia di un vecchietto di 78 anni di nome Carl Fredrickson, che di mestiere fa il venditore di palloncini, partendo dalla sua infanzia, quando conosce l’amore della sua vita, Ellie, una scatenata boy-scout in cerca di continue avventure.

La prima parte del film, ripercorre la vita dei due, dalla felicità della conoscenza al costruire casa assieme, dal dolore derivante dall’aborto spontaneo di Ellie, fino alla malattia di lei che porterà Carl a chiudersi in se stesso dentro la loro casa, senza alcun tipo di contatto con il Mondo esterno (tant’è che la loro casetta è l’ultima rimasta nel bel mezzo di cantiere in work in progress costante!).

Nel momento in cui viene minacciato dai costruttori che vogliono radere al suo la sua casetta per fare spazio a palazzi ed edifici più moderni ed efficienti, Carl decide che è arrivato il momento di realizzare il sogno che da sempre aveva coltivato con Ellie, ovvero compiere un viaggio in Sud America, alle Paradise Falls. Ma c’è di più… decide di portarsi dietro la casa!

Quindi, attacca migliaia di palloncini al tetto, per sollevarla e volare verso le Cascate Paradiso. Tuttavia, in questo viaggio Carl scopre di non essere solo: quando è già parecchio sopra le nuvole infatti, si ritrova “in veranda” Russell, un bambino grassottello che fa parte dei boy-scout, il quale, per poter prendere la “specialità” di assistente agli anziani,  non si lascia scappare l’opportunità di seguire il vecchietto in questa avventura, rendendo Carl decisamente scocciato…

Man mano che i due si spingono sempre più a sud, incontrano tutta una serie di personaggi che rendono intenso, complicato ed estremamente divertente il loro viaggio.

Sebbene la storia d’amora fra Carl ed Ellie dia l’impeto iniziale, il cuore del film si ha nello sviluppo della amicizia fra il vecchietto e Russell: Carl inizialmente parla sempre di lei e sembra non volere (e non riuscire) trovare la forza di andare avanti e di continuare a vivere senza la presenza di Ellie al proprio fianco.

Durante il viaggio, Carl ha inizialmente un atteggiamento di chiusura e quindi prende decisioni che urtano Russell e gli altri personaggi, perchè è ancora intrappolato dalla mancanza per Ellie, che l’ha reso cinico e chiuso all’incontro con gli altri. Fintanto che non trova un messaggio della stessa Ellie che lo incita ad lasciarsi andare ed affrontare in una nuova avventura: ed è in quel momento che Carl cambia ed inizia a coltivare un rapporto di amicizia sempre più profondo con Russell, ponendosi nei suoi confronti come un nonno attento e giocoso…anzi quasi come un papà.

Questa decisione di “amare” contribuisce a dare nuovamente significato alla sua vita, quando tutto gli sembrava ormai perduto.  Ed il viaggio assume un significato autentico e profondo.

…da un punto di vista tecnico, posso solo dire che raramente ho visto dei personaggi disegnati così bene…poi i dialoghi sono esilaranti e molto intelligenti. E a me personalmente ha strappato anche più di una lacrima, perchè mi sono ritrovata moltissimo in tantissimi aspetti del percorso emotivo sia di Carl come di Russell.

UP è un film divertente senza mai essere superficiale, anzi per me è incredibile come la Pixar riesca sempre a realizzare storie tanto complesse…che tuttavia continuano ad essere etichettate da molti come favolette per bambini.

Correte al cinema, siete ancora in tempissimo 🙂

Baci e buon weekend!

Written by saraboargs

ottobre 31, 2009 at 5:50 pm

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Una Settimana in Aeroporto…

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è il titolo del’ultimo libro scritto da Alain de Botton, che ho acquistato su Amazon questa mattina per modica cifra di 5 pound! 🙂 Da grande appassionata dei suoi libri non potevo farmelo scappare…

A week at the Airport

Dovete sapere che, nel corso dell’estate passata, a quel pazzo di de Botton è stato concesso di vagare per una intera settimana all’interno del Terminal 5 di Heathrow affinchè potesse esplorare e comprendere le dinamiche, sia umane come logistiche, che avvengono all’interno di uno degli aeroporti più importanti del Mondo.

Sponsorizzato da British Airways (evidenti scopi promozionali 🙂 ) il libro riporta le esperienze e le storie di decine di persone coinvolte nel funzionamento di Heathrow, passando dal personale della compagnia aerea agli alti dirigenti, dai viaggiatori affannati agli inservienti, e racchiudendole in un racconto intriso di intrecci di vite in  “viaggio” che possono essere fonte di riflessioni sulle esperienze di molte persone “comuni” agli albori del 2010.

Con il supporto del celebre fotografo Richard Baker, Alain esplora tutta la magia che popola questo apparente “non-luogo” che, in qualche modo, è sempre associato alle aspettative, ai sogni, alle nostalgie di milioni di persone. Credo che l’idea alla base ci questo libro sia davvero interessante, perchè non sempre siamo incuriositi dallo scoprire qualcosa di chi è seduto di fianco a noi nell’aspettare il volo, o di coloro che lavorano per tenere i bagni sempre puliti, quando invece potrebbero essere momenti divertenti ed anche decisamente arricchenti.

Vi farò sapere non appena l’avrò divorato 🙂

Baci,

Written by saraboargs

ottobre 11, 2009 at 2:45 pm

Modifica al Layout (ovvero, un passo oltre il Beta)

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change

Non preoccupatevi siete sempre qui da me 🙂 !

Oggi ero in vena di cambiamento quindi ho fatto qualche ritocchino al layout del blog…l’ho alleggerito ecco… e ho deciso che lo terrò così per un pò, fino al giorno del cambiamento “definitivo”, ihih.  Cmq…meglio ora? meglio prima? oddio Sà che cacchio hai fatto? ma esci e la pianti con ‘ste menate? Va bene, ora esco. 🙂

Baci e buon weekend!

photo by flightlessXbird

Written by saraboargs

ottobre 10, 2009 at 2:31 pm

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Tripshake blogger…

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Ah, se siete appassionati di viaggi, da un pò di tempo bloggo anche sul Magazine di Tripshake, l’utilissima travel community dove chi viaggia ha la possibilità di mettersi in contatto con gente del posto/esperti viaggiatori, ponendo domande alle quali la community provvederà a rispondere!

Sul magazine scrivo prevalentemente delle mie esperienze…e pur non essendo un'”esperta” cerco nel mio piccolo di fornire qualche consiglio utile. Mi sta appassionando davvero molto, se vi va fateci un giro 🙂

tripshake logo

Buona giornata ;)!

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Written by saraboargs

maggio 18, 2009 at 9:48 am

the Human Experience in a movie…

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Buongiorno a tutti!

Come state?

Oggi approfitto della pausa pranzo per scrivere un pò 🙂

Prologo: ieri sera, sotto il consiglio di un mio amico, ho visto per la prima volta il film “The Human Experience”, prodotto dalla Grassroots Films, una piccola casa cinematografica di Brooklin, NY.

Questo è il trailer ufficiale:


…Vorrei iniziare avvisandovi che descrivere in uno spazio così piccolo un film talmente immenso è veramente difficile, quindi mi accontenterò di darvi un input condividendo sul mio blogghino qualche commento a riguardo…

Innanzitutto, la storia.

“The Human Experience” è il racconto di un viaggio…dell’avventura di 2 giovani fratelli, Clifford and Jeffrey Azize, che partono alla ricerca della risposta ad una domanda non proprio semplicissima…

Cosa significa essere uomini?

(mia risposta dopo 5 minuti: “…ok…mi sa che shifto a Kung Fu Panda 🙂

Poi mi sono detta: sta lì.

Beh…al fine di sviscerare questa “domandina“ e trovarne la propria risposta, i ragazzi affrontano nel corso documentario 3 diverse esperienze:

la prima di queste si svolge a New York, dove assieme decidono di vivere assieme ai senza tetto e dei barboni che popolano le strade di Manhattan e Brooklyn. Clifford e Azize li incontrano, ci parlano e addirittura dormono al loro fianco (e tutto questo non a ferragosto, ma durante i mesi invernali…e si sa che la temperatura a New York non è esattamente confortevole in dicembre…). Vi rimangono una settimana, elemosinando cibo, e dormendo avvolti nei box di cartone…in totale vulnerabilità…come loro.

Una scena in particolare mi ha colpito: quella in cui una donna racconta ai ragazzi di un giorno, poco tempo prima, in cui 3 cani randagi che si trovavano vicino a lei vennero tolti dalla strada affinchè non patissero il freddo e lei invece fu lasciata lì…a congelare. E lei comunque, pur essendo ferita dall’indifferenze intorno a se, non sembra darsi per vinta, così come tutti gli altri.

La seconda esperienza conduce i 2 fratelli a visitare una comunità di bambini orfani del Peru: abbandonati, disabili e vittime di abusi, che vengono portati all’interno di una casa/clinica nella quale vengono curati e nutriti.

Bambini che ridono, altri che piangono…ed il desiderio di Clifford e Azize di condividere e portare un po’ del peso della loro esistenza…bambini con sorrisi entusiasti di vivere nonostante le terribili storie alle spalle, gli abusi e le malattie…che io da spettatrice “mediata” ho fatto davvero molta fatica a vedere e ad ascoltare.

Per ultima, l’Africa, dove i 2 fratelli si recano per affrontare le realtà della lebbra e dell’HIV. Anche qui, vince la speranza nonostante la malattia, il rifiuto da parte della società e la povertà assoluta. Così come vince la consapevolezza di appartenenza ad una comunità che da supporto e forza.

E gli occhi di queste persone…indescrivibili…che sembrano quasi guardare oltre il loro Mondo…

Il finale lascio ovviamente a voi scoprilo…vi anticipo solo che uno dei 2 fratelli mette in pratica gli insegnamenti del viaggio in un modo (da me, ma sono certa lo sarà anche da voi) del tutto inaspettato….ed indimenticabile.

Solo un paio di considerazioni finali, che spero vi stimolino al dialogo dopo la visione del film 🙂:

il documentario non fornisce una risposta specifica alla domanda che spinge i giovani a partire, così come non impone “la soluzione” a nessuno.

Ed è proprio questo l’aspetto che ho maggiormente apprezzato: è un film scomodo nel senso che “rompe la scatole” per spronare chi lo guarda ad alzarsi e a mettersi in strada per arrivare con le proprie forze, i propri errori e la propria volontà a capire cosa significa veramente essere uomini.

Non c’è intento di moralismo nei 2 protagonisti, ma bensì quello di essere testimoni dell’essenza dell’esperienza umana, mettendosi in condizioni tali per cui qualsiasi forma di speranza/fede sembra lontana anni luce…

“The Human Experience” mi ha scossa, perché mi ha fatto ragionare sul senso vero di umanità e di identità e come queste siano strettamente legate alla concezione che ognuno di noi ha (spero) della dignità personale.

Per ultimo, poi davvero vi lascio, credo che i registi siano riusciti a creare un film incredibilmente favorevole alla vita senza tuttavia affrontare direttamente le tematiche dell’aborto, dell’eutanasia e altri argomenti controversi.

È a favore della vita in quanto è, semplicemente, a favore dell’uomo.

Raramente da un film ho tratto un messaggio così chiaro e meraviglioso…

Fatemi sapere se riuscite a vederlo 🙂

Buona giornata!

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Written by saraboargs

aprile 22, 2009 at 11:23 am