Connecting the Dots – Il Blog di Sara Borghi

SMX Expo Sydney 2011

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Oggi e domani (14-15 Aprile) si tiene a Sydney un importante evento legato al Search Marketing, la Search Marketing Conference and Expo.

SMX Search Marketing Expo & Conference - Sydney & Melbourne 2010

Non potendo partecipare a tutte le sessioni, ho dovuto fare una scelta🙂

Pertanto oggi (giovedi) ho partecipato al keynote di Rand Fishkin dedicato al Black Hat vs. White Hat SEO e domani (venerdi) partcipero’ a quello tenuto da Danny Sullivan (Google) in merito a Twitter, Real Time Search & Real Time SEO nonche’ all’intervento del mio attuale director, Jeremy Bolt.

Qualche spunto dal keynote di Rand Fishkin:

Ha iniziato dicendo che c’è ancora moltissimo spam nei risultati di entrambi Google e Bing. Questo porta a molte conseguenze negative:

– Brand manager, developers e dirigenti che non conoscono l’altra faccia della medaglia, etichettano la SEO come una’attivita’ manipolatrice  e oscura
– Chi approccia la SEO per la prima volta pensa che questo e’ il modo giusto in cui si fa SEO
– Le aziende potrebbero decidere di smettere di investire in SEO, causando ingenti danni economici

Perché quindi scegliere le tattiche white-hat?

1) non si ha niente da nascondere -> totale trasparenza
2) nessun rischio a lungo termine
3) ogni azione white-hat costruisce valore di mercato (al di la del SEO) perche’ ha come obiettivo quello di creare una strategia che miri a soddisfare i bisogni di chi cerca online.

Poi Rand ha condiviso qualche tattica black-hat che puo’ essere trasformata in white-hat per ottenere successo nel lungo termine:

  1. pay-to-lost, spammy directories -> trovare le cosidette “resource lists” (che mandano traffico reale al sito e che richiedono costanza e autenticita’ per poter essere inclusi al loro interno)
  2. richieste di e-mail per ottenere backlink -> proporsi via e-mail per creare contenuti
  3. link sponsorizzati su temi WordPress -> utililizzare i plugin WordPress
  4. falsi/spam account Twitter -> creare account Twitter che siano reali e attivi
  5. link piazzati nel footer di tutte le pagine del sito -> creare link ad una pagina  del proprio sito nella quale si spiega il rapporto che si ha con il partner
  6. cloaking (testo nascosto sulla pagina)  -> rendere visibile il contenuto in una tab CSS
  7. scambio link -> offrire + ricevere testimonianze
  8. link drop spam automatizzato -> content marketing!
  9. Facebook “like” button falsificati -> guadagnare shares! (sempre piu’ importanti a fini SEO!)

E come consiglio finale:

10. assumere un direttore di marketing che conosca tecniche white-hat e le implementi… e di smettere di fingere che le tattiche black-hat siano accettabili.

A domani per il prossimo recap🙂

Cheers

Sara

Written by saraboargs

aprile 14, 2011 a 4:57 am

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