Connecting the Dots – Il Blog di Sara Borghi

Ricerca di Google e OTX: The Brand Value of Search for the Travel Industry

with 4 comments

Il settore dei viaggi è sicuramente uno dei più maturi in termini di adozione del Search Engine Marketing.

Esiste una ipotesi, che è data per scontata, all’interno dell’industria del turismo in base alla quale il search può aiutare un brand appartenente al settore travel nel campo dell’online.

Ma sorge spontanea una domanda: è ancora valida questa ipotesi? O si tratta soltanto di un vecchio lascito, un mito ormai sfatato a cui nessun addetto al settore crede più?

Beh, a questo proposito, recentemente Google ha rilasciato la seguente video che mostra i risultati di una loro recente indagine dal titolo:

The Brand Value of Search for the Travel Industry”.

Ieri sera me lo sono guardata ed è davvero interessante!

Per essere precisi, si tratta di OTX Reasearch che ha fatto l’indagine per Google, indagine finalizzata ad analizzare il rapporto tra brand e ricerca online, con particolare attenzione al settore dei viaggi.

Nello specifico:

• Hanno esplorato cos’altro potrebbe fare il search per brand turistici, oltre a generare traffico;
• Hanno esaminato se effettivamente i travel marketer possono utilizzare il search per mantenere (o costuire) un brand forte.

Se avete 40 minuti da perdere vi consiglio di guardarlo🙂. Nel caso siano veramente troppi ho riassunto alcuni dei punti salienti per il video qui sotto:

(nb: fra i minuti 3:20 e 7:45 viene spiegata la metodologia della ricerca OTX)

L’impatto del search marketing (keyword advertising) sulla brand awareness e il recall

• Vi è un aumento drammatico nel top-of-mind degli utenti a favore dei brand turistici che mettono in atto strategie di keyword advertising;
• Quando alla keyword advertising viene affiancata una strategia di posizionamento organico (SEO) di successo (alti posizionamenti nelle SERP), l’incremento nel top-of-mind è ancora più rilevante rispetto alla sola K.A.;
• La consapevolezza generale (awareness) del brand (non solo quella top-of-mind) viene incrementata grazie al keyword advertising.

Un aspetto interessante è che la consapevolezza di un brand generata da campagne di paid search ha un impatto negativo sulla top-of-mind awareness relativa ai suoi competitor: in pratica, il paid search riduce, nella mente del consumatore, la fetta di torta assegnata alla competizione e consente quindi ad un marchio specifico di avere la meglio nelle SERP rispetto agli altri brand.

L’impatto del search marketing sul comportamento nei confronti del brand

• Il paid search (nonchè i primi risultati organici all’interno dei motori) contribuiscono a mantenere o ad aumentare la considerazione che si ha di un certo brand, ad esempio mantenendo fresco il ricordo di esso nella mente di chi compie ricerche online per organizzare i propri viaggi;
• I consumatori cliccano più frequentemente sugli annunci pubblicitari che “promettono” di fornire maggiori informazioni (rispetto agli annunci che si focalizzano sul prezzo). Questo aspetto mi ha colpito particolarmente…credevo fosse il contrario🙂;
• Il paid search contribuisce a mantenere o ad aumentare il gradimento che si ha nei confronti del brand nonchè la probabilità di segnalarlo/consigliarlo ad altri;
• Avere buoni posizionamenti organici in aggiunta al paid search potenzia la percezione di gradimento e considerazione nei confronti del brand da parte degli utenti;
• La combinazione, all’interno della medesima pagina di ricerca, di link sponsorizzati e buoni posizionamenti organici, sembra produrre i migliori risultati per la maggior parte delle categorie di settore;
• Il paid search non è solo una questione legata al breve periodo: i top link sponsorizzati hanno un impatto più duraturo sulla percezione del brand, influenzando i sentimenti positivi dei viaggiatori online nei confronti di esso. Questo aspetto rappresenta un potenziale enorme per plasmare una percezione positiva del brand nel lungo periodo.

Di seguito vorrei condividere con voi alcune conclusioni:

• Le persone dedicano sempre più tempo a pianificare online i propri viaggi (e quindi alla ricerca), pertanto è sempre più importante avere una presenza online per i brand appartenenti al settore turistico, piccoli o grandi che siano;
• I viaggiatori viaggiano (viaggeranno?) meno a causa dell’attuale situazione economica, ma comunque continuano ad effettuare ricerche alla ricerca (e spesso le aumentano);
• La presenza del brand nei risultati di ricerca ha un impatto positivo sulle metriche chiave, oltre a generare traffico verso il sito web;
• La keyword advertising ha un impatto positivo sulla brand awareness la quale ha un enorme potenziale di impatto sul brand nel lungo periodo;
• La keyword advertising può essere utilizzata come uno strumento di branding (oltre a veicolare traffico e ad incrementare il ROI);
• I risultati complessivi in termini di traffico derivante dai risultati di keyword advertising sono enfatizzati dall’ottenere buoni risultati organici. Perciò, quando presenti insieme, posizionamenti alti sia di ricerca organica così come di paid search danno i migliori risultati di traffico;
• Buoni posizionamenti (pagati e naturali) aiutano ad occupare “mindshare” e possono avere un impatto sulla consapevolezza che hanno i “turisti” nei confronti dei siti/brand competitor.

Credo che in generale questi risultati e le conclusioni tratte dalla ricerca siano molto interessanti, fornendo delle buone argomentazioni relative ai benefici che un brand può ottenere grazie al paid search, nonché i benefici complessivi derivanti da un buon lavoro di SEO associato a campagne di keyword advertising.

…E sono anche interessanti a mio avviso se si considerano i benefici per i brand appartenenti a settori che non sono così maturi nel search marketing come l’industria del turismo.

Chiaramente, molti altri sono gli ambienti di ricerca che vanno a sovrapporsi a Zio Google ultimamente, basti pensare ai Motori di Ricerca verticali quali ed alle infinite Communities; ma indubbiamente questi dati costituiscono un’ottimo incentivo e una base per affrontare l’online partendo da quello che, dopo tutto, rappresenta ancora per molti turisti la principale fonte di risposte, e per i travel providers, la principale vetrina verso cui attirarli🙂.

Voi che ne pensate?

Baci,

Written by saraboargs

settembre 15, 2009 a 3:03 pm

4 Risposte

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  1. ne penso bene…mi garba i’sito…trovato solo oggi..poi ti aggio aggiunto tipo ovunque tussia…cmq brava continua così si dice in questi casi in altri fai come ti pare vabbene lo stesso…sevvuoi possiamo lavorare un pò ngoppa alla grafica del blog fammi sapè statti ben…

    simone aka pizzulata

    pizzulata

    settembre 23, 2009 at 10:56 am

  2. Simo!!

    Ciao!! ma grazie!!

    ahah, ma lavoriamoci ‘ngoppa alla grafica del mio blogghino, che effettivamente denota pessimo gusto estetico :)) non saprei a chi altro meglio di te chiedere consulenza! dai dai parliamone…dammi 2 dritte!!

    cmq, mi sa che un giro lo vengo a fare a Firenze il 17 ottobre! ora vedo per un ostello…ma vediamoci anche prima con voi 2, Pizzulati che non siete altro!

    baci, a prestissimissimo!

    -Sà-

    saraboargs

    settembre 23, 2009 at 11:17 am

  3. Vai appena mi vengono idee ti giro qualcosa…o altrimenti ne parliamo quando ci si vede….;)

    sisi vediamoci ux or no ux….

    intanto da oggi entri affar parte del mio blogroll…🙂 yeah!

    pizzulata

    settembre 23, 2009 at 3:51 pm

  4. Utile

    panamasecreto.com

    ottobre 15, 2009 at 12:50 am


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