Connecting the Dots – Il Blog di Sara Borghi

the Human Experience in a movie…

with 6 comments

Buongiorno a tutti!

Come state?

Oggi approfitto della pausa pranzo per scrivere un pò🙂

Prologo: ieri sera, sotto il consiglio di un mio amico, ho visto per la prima volta il film “The Human Experience”, prodotto dalla Grassroots Films, una piccola casa cinematografica di Brooklin, NY.

Questo è il trailer ufficiale:


…Vorrei iniziare avvisandovi che descrivere in uno spazio così piccolo un film talmente immenso è veramente difficile, quindi mi accontenterò di darvi un input condividendo sul mio blogghino qualche commento a riguardo…

Innanzitutto, la storia.

“The Human Experience” è il racconto di un viaggio…dell’avventura di 2 giovani fratelli, Clifford and Jeffrey Azize, che partono alla ricerca della risposta ad una domanda non proprio semplicissima…

Cosa significa essere uomini?

(mia risposta dopo 5 minuti: “…ok…mi sa che shifto a Kung Fu Panda 🙂

Poi mi sono detta: sta lì.

Beh…al fine di sviscerare questa “domandina“ e trovarne la propria risposta, i ragazzi affrontano nel corso documentario 3 diverse esperienze:

la prima di queste si svolge a New York, dove assieme decidono di vivere assieme ai senza tetto e dei barboni che popolano le strade di Manhattan e Brooklyn. Clifford e Azize li incontrano, ci parlano e addirittura dormono al loro fianco (e tutto questo non a ferragosto, ma durante i mesi invernali…e si sa che la temperatura a New York non è esattamente confortevole in dicembre…). Vi rimangono una settimana, elemosinando cibo, e dormendo avvolti nei box di cartone…in totale vulnerabilità…come loro.

Una scena in particolare mi ha colpito: quella in cui una donna racconta ai ragazzi di un giorno, poco tempo prima, in cui 3 cani randagi che si trovavano vicino a lei vennero tolti dalla strada affinchè non patissero il freddo e lei invece fu lasciata lì…a congelare. E lei comunque, pur essendo ferita dall’indifferenze intorno a se, non sembra darsi per vinta, così come tutti gli altri.

La seconda esperienza conduce i 2 fratelli a visitare una comunità di bambini orfani del Peru: abbandonati, disabili e vittime di abusi, che vengono portati all’interno di una casa/clinica nella quale vengono curati e nutriti.

Bambini che ridono, altri che piangono…ed il desiderio di Clifford e Azize di condividere e portare un po’ del peso della loro esistenza…bambini con sorrisi entusiasti di vivere nonostante le terribili storie alle spalle, gli abusi e le malattie…che io da spettatrice “mediata” ho fatto davvero molta fatica a vedere e ad ascoltare.

Per ultima, l’Africa, dove i 2 fratelli si recano per affrontare le realtà della lebbra e dell’HIV. Anche qui, vince la speranza nonostante la malattia, il rifiuto da parte della società e la povertà assoluta. Così come vince la consapevolezza di appartenenza ad una comunità che da supporto e forza.

E gli occhi di queste persone…indescrivibili…che sembrano quasi guardare oltre il loro Mondo…

Il finale lascio ovviamente a voi scoprilo…vi anticipo solo che uno dei 2 fratelli mette in pratica gli insegnamenti del viaggio in un modo (da me, ma sono certa lo sarà anche da voi) del tutto inaspettato….ed indimenticabile.

Solo un paio di considerazioni finali, che spero vi stimolino al dialogo dopo la visione del film 🙂:

il documentario non fornisce una risposta specifica alla domanda che spinge i giovani a partire, così come non impone “la soluzione” a nessuno.

Ed è proprio questo l’aspetto che ho maggiormente apprezzato: è un film scomodo nel senso che “rompe la scatole” per spronare chi lo guarda ad alzarsi e a mettersi in strada per arrivare con le proprie forze, i propri errori e la propria volontà a capire cosa significa veramente essere uomini.

Non c’è intento di moralismo nei 2 protagonisti, ma bensì quello di essere testimoni dell’essenza dell’esperienza umana, mettendosi in condizioni tali per cui qualsiasi forma di speranza/fede sembra lontana anni luce…

“The Human Experience” mi ha scossa, perché mi ha fatto ragionare sul senso vero di umanità e di identità e come queste siano strettamente legate alla concezione che ognuno di noi ha (spero) della dignità personale.

Per ultimo, poi davvero vi lascio, credo che i registi siano riusciti a creare un film incredibilmente favorevole alla vita senza tuttavia affrontare direttamente le tematiche dell’aborto, dell’eutanasia e altri argomenti controversi.

È a favore della vita in quanto è, semplicemente, a favore dell’uomo.

Raramente da un film ho tratto un messaggio così chiaro e meraviglioso…

Fatemi sapere se riuscite a vederlo 🙂

Buona giornata!

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Written by saraboargs

aprile 22, 2009 a 11:23 am

6 Risposte

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  1. ehi sara, me lo presti se ce l’hai in casa??
    che mi ispira un sacco ma non sono riuscito a trovarlo su emule uff…ciao ciao!

    camper

    aprile 27, 2009 at 10:55 pm

    • Ciao Cap!

      dunque l’ho restituito al proprietario, ma posso chiederglielo ancora senza problemi direi🙂 ti faccio sapere!

      buon pome!

      saraboargs

      aprile 28, 2009 at 1:45 pm

      • ciao
        sto cercando questo film.
        non riesco a scaricarlo.
        potresti dirmi come fare a trovarlo?
        oppure fammi sapere tu,
        ti ringrazio

        tiziana

        novembre 5, 2009 at 12:56 pm

  2. E’ da tanto tempo che so cercando questo film. Per cortesia, potresti dirmi come te lo sei procurato?

    Vincenzo

    aprile 30, 2009 at 10:29 pm

    • Ciao Vincenzo!

      il film me l’ha prestato un amico… hai provato a scaricarlo? fammi sapere se non riesci a reperirlo, così cerco di fartene avere una copia :)! Buon weekend! Sara

      saraboargs

      maggio 1, 2009 at 10:23 am

      • Scusami tanto se rispondo dopo tanto tempo…Ho provato diverse volte a scaricarlo ma non riesco a trovarlo e tantomeno a comprarlo.
        Te ne sarei davvero grato se riuscissi ad aiutarmi
        Vincenzo
        v.dantuono@alice.it

        Vincenzo

        giugno 28, 2009 at 11:07 am


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