Connecting the Dots – Il Blog di Sara Borghi

alcune riflessioni sulle Olimpiadi di Pechino…

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Buongiorno e Buona Domenica !

Io mi sono svegliata da pochi minuti…ancora un pò malinconica per il mio ritorno a casa dalla Scozia…ed in attesa di andare a farmi una nuotata mattutina, vorrei condividere con voi alcuni pensieri legati alle attesissime Olimpiadi di Pechino 2008, che come saprete avranno ufficialmente inizio venerdì 8 agosto.

Se come me avete seguito l’evoluzione dei preparativi che hanno coinvolto la metropoli cinese in questi mesi, vi sarete resi conto di come la città abbia rischiato tutto e per tutto per riuscire a guadagnarsi una  posizione  di rilievo economico e geopolitico. La ricetta è stata molto semplice: portare TV da circa 200 paesi, 100.000 agenti di sicurezza, ufficiali a palate per il controllo doping ed un quantitativo di volontari pari a poco meno della popolazione di Reggio Emilia

e tutto questo per mostrare al Mondo il proprio status di player globale.

Quello su cui io vorrei far riflettere è che come ci insegna Spiderman “a grandi poteri corrispondono grandi responsabilità”. Pertanto, con la decisione di sfrattare circa 3 milioni di residenti, e allo stesso spendendo circa 200 miliardi (si avete capito bene) di $ per ricostruire la città (cifra incredibilmente superiore rispetto a quella spesa per la sanità nell’intero paese nel 2006), mi chiedo quali siano i costi giusticabili al fine di raggiungere un riconoscimento “comunitario ” (per usare un termine web 2.0 =) ) in ambito sociale e sportivo.

La speranza che personalmente nutro tutte le volte che si presenta un evento di queste dimensioni, è che la città ospitante agisca avendo ben a mente alcuni standard minimi richiesti dalla comunità internazionale.

Boutros-Ghali, quando ancora era segratario generale delle Nazioni Unite , disse che le Olimpiadi sono “una scuola di Democrazia”.  Questo è uno dei motivi per cui il Dalai Lama, il capo dei Tibetani oppressi dal governo Cinese, costantemente ripete che il Mondo ha bisogno della Cina, di Pechino e di queste Olimpiadi, in quanto in esse risiede il potere di introdurre all’interno della più grande nazione mondiale i concetto di fraternità globale e pace.

Alla luce di questo pertanto , Pechino, i suoi sponsor e le TV dovrebbero essere ansiosi di offrire alla audience quello che essa si aspetta: le imprese eroiche di atleti che fanno sognare nonchè incredibili gesti di sportività che ci facciano scnedere (perchè no?) anche qualche lacrimuccia… Giovani che ci richiamano ad un nobile utilizzo dei nostri corpi e delle nostre energie, nonchè migliaia di volontari che lavoreranno sodo per mostrarci con orgoglio gli incredibili risultati ottenuti da questa nazione, dopo un travagliato percorso di costruzione dal nulla nel lasso di una generazione (o poco più)…

Ma questi saranno 16 giorni soltanto. 16 giorni nella storia di un Paese che ancora ragiona in termini di dinastie.

Quello che davvero importa per i suoi 1.300.000.000 di abitanti è il DOPO. La Cina dovrà dimostare di essere capace di valorizzare i membri dei suoi 55 gruppi minori con lo stesso rispetto e giustizia che riserva agli HAN. Dovrà essere in grado di rendere evidente l’applicazione dei diritti umani, nonchè provare a un Mondo “spettatore” che il proprio focus non sono soltanto le statistiche da capogiro e le meraviglie architettoniche realizzate,ma soprattutto i valori e gli obiettivi per costruire il futuro ovvero: 

la Libertà e la Giustizia.  

E allo scrutinio finale, quello che verrà valutato davvero sarà l’impegno del Paese nel raggiungere entrambi questi traguardi.

Written by saraboargs

agosto 3, 2008 a 7:27 am

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2 Risposte

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  1. Anch’io ho pensato molto a questa questione delle Olimpiadi, ultimamente, però ho più domande che risposte, anche se mi sento di condividere appieno questo tuo post, specie nella parte finale. La omanda delle domande è se sia stato giusto permettere alla Cina di organizzarle ben sapendo gli standard che vigono in quel Paese. Una volta affidatele, però, è da ingenui (ma forse non è l’aggettivo giusto, sarebbe meglio dire ipocriti) proporne il boicottaggio. Comunque, forse i giochi introdurranno davvero in Cina il germe ed il gusto della libertà e della democrazia. O meglio, più che introdurlo, contribuiranno a rafforzarlo, perchè sicuramente già esiste.

    donmo

    agosto 3, 2008 at 2:56 pm

  2. un grande dilemma!

    Melandroweb

    agosto 4, 2008 at 10:02 am


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