Connecting the Dots – Il Blog di Sara Borghi

questione di equilibrio…

with one comment

…Ultimamente mi pongo spesso il problema di come riuscire a trascorrere più tempo con la mia famiglia/amici , vivendo al tempo stesso una settimana che richiede una presenza lavorativa di molte ore , per non parlare del tempo richiesto dalla stesura della tesi e le attività extra che spesso si aggiungono alla lista delle “cose da fare”,dei doveri…

Questa sorta di dissonanza cognitiva mi porta spesso ad un “fallimento” da entrambe le parti e la cosa mi fa veramente incavolare rendendo il mio umore decisamente instabile! (chi mi conosce lo sa bene…;) )

Ho letto pochi minuti fa un articolo sul sito web del New Tork Times, dedicato al Dr. Stewart Friedman, professore americano di Managment di fama internazionale,autore del libro Total Leadership: Be a Better Leader, Have a Richer Life nonchè autore del modello detto “4 way wins”, che offre una interpretazione di tipo integrato relativa alle principali attività che caratterizzano l’esperienza quotidiana di ognuno di noi : lavoro, casa, comunità, se stessi.

Nel suo libro, il Dr. Stewart affronta principalmente 2 tipi problematiche che soggetti di personalità di tipo A (leggi: maniaci del lavoro, super stressati, potenzialmente aggressivi =)) ) devono affrontare:

– interferenza psicologica

– conflitto di obiettivi

Secondo Friedman, il modo in cui ciascuno di noi spende il proprio tempo ha importanza, tuttavia in realtà, gestire il proprio tempo (relativamente alle 4 attività sopra citate) non è il fattore più importante. Esiste infatti un problema molto più incidente , che riduce la soddisfazione che si ottiene dai 4 ambiti della vita: si tratta dell’interferenza psicologica che li coinvolge.

Mi spiego meglio: è quando la mente è lontana mille kilometri da dove effettivamente vi trovate. Questo capita a tutti noi: Ci sono momenti in cui sto leggendo una pagina di un libro ma la mia mente sta sognano un viaggio in Madagascar… Non sono focalizzata…fisicamente presente,psicologicamente assente.

Se si riesce a ridurre questa interferenza psicologica, si aumenta l’abilità di concentrarsi su ciò che conta quando conta e si è in grado di minimizzare l’impatto deleterio che questi conflitti possono provocare fra ,per esempio, famiglia e lavoro. Sembra semplice a dirsi, ma credo che siano necessarie grandi doti di leadership per gestire ottimamente i “confini” che dividono le varie aree della nostra vita , e non soltanto quelli di spazio e tempo, ma soprattutto quelli psicologici della concentrazione ed attenzione.

Spingendo un po’ oltre il ragionamento, la vera Leadership in questo caso, intesa dal prof. Friedman nel senso dell’essere agente di cambiamento, riguarda il vivere una vita che sia più ricca, non semplicemente trovare l’equilibrio “lavoro/vita vera”.

Questo infatti, implicherebbe che basta avere un ammontare equivalente di elementi in competizione fra loro per creare un equilibrio costante…ma tutto ciò per me non ha senso !

Inoltre, comporterebbe dei trade-off: pensateci… guadagnare in un ambito, ma essere un completo disastro in un altro! Ok, probabilmente in qualche momento della vita è uno step inevitabile, ma pensare al proprio lavoro da una parte e al “resto della vita” dall’altra come ad una serie di alternative è fondamentalmente controproduttivo… Se l’obiettivo è trovare l’equilibrio fra lavoro/vita, secondo Friedman (e io condivido appieno), si vivrà sempre e solo in preda ad uno “zero-sum game“. è la vostra scelta? la mia no di certo…

La soluzione si trova, in questo caso, nel Jazz : diventare capaci di suonare una musica completa, unica ed elegante mescolando i suoni dei vari strumenti della nostra vita che (fortunatemente) abbiamo a disposizione . Non si tratta insomma di mettere a tacere il sax per fare sentire meglio il basso…

Fintanto che non riusciamo a trovare soluzioni per integrare le 4 aree della nostra vita e soprattutto a trovare il potenziale che è nascosto in ognuna di esse di contribuire al successo in un’altra, resteremo sempre delusi e,spesso, fermi.

vi mostro una rappresentazione grafica di questo cambiamento delineato dal Prof. Friedman:

e lo ringrazio per l’input…

Written by saraboargs

giugno 30, 2008 a 2:10 pm

Pubblicato su Uncategorized

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Una Risposta

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  1. Ma scusa, perchè si dovrebbero applicare le leggi del mngmnt alla vita? Mi pare che qui si tratti di una visione piuttosto meccanica di come uno dovrebbe condurre la propria esistenza!
    Per semplificare, io preferisco di gran lunga il blues al jazz… ascolto gli assoli del grande chitarrista che si tira dietro tutta la band (brava ad accompagnarlo e a rimanere nel sottofondo) piuttosto che una band che suona una musica elegante e completa ma che nella sua perfezione non ha niente di interessante.

    fry

    luglio 1, 2008 at 10:01 am


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