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Utilizzare Instagram Come Guida Di Viaggio
Mettiamo che siate in viaggio.
E mettiamo anche che stiate visitando una città, diciamo Sydney, e che vi siate gia’ levati dai piedi tutti i tour classici (e magari altre cose un po’ piu’ ‘cool‘) e ora vi ritroviate a chiedervi cosa fare per trarre il massimo dai giorni che avete ancora a disposizione…
Se siete in possesso di un iPhone, Instragram puo’ esservi di grande aiuto.
Che cos’e’ Instagram?
Instagram e’ un’applicazione gratuita di photo-sharing che permette agli utenti di scattare foto, applicare filtri, su numerosi servizi di social networking, compresi (Facebook e Twitter). E’compatibile con qualsiasi iPhone, iPad o iPod Touch avente IOS 3.1.2 o superiore.
Perche’ utilizzare Instagram?
Beh, persone diverse vi daranno risposte diverse.
Io ormai utilizzo questa app quotidianamenete, ne sono una grande fan e la utilizzo principalmente per queste ragioni:
- Pur avendo competenze fotografiche scarsissime, la possibilita’ di aggiungere filtri ad ogni mia foto mi permette di avvicinare il mio scatto all’emozione che voglio trasmettere (cosa che sarebbe per me piu’ complessa se dovessi manualmente ritoccare le foto)
- Dallo scatto all’upload passano letteralmente 15 secondi (se proprio non riuscite a decidervi su un filtro affidatevi ad un ‘ambarabaccicciccocco’…)
- Gli scatti di Instragram sono in larga parte spontanei… e per questo spesso mi soprendono
- Un conto e’ leggere su Twitter ‘I am having the best sushi ever!!’ un altro e’ imbattersi in un’immagine invitantissima e coloratissima mentre si scorre la timeline delle foto dei propri contatti (non a caso, moltissime foto postate su Instagram hanno come tema portante il cibo :) )
- Mi permette di esplorare le emozioni ed i sentimenti umani, e come avviene l’espressione di questi pressoche’ in ogni angolo del Mondo…
- Puo’ portare a costruire relazioni basate su di una localita’ specifica, un interesse, un hobby (ad esempio, dal momento che abito in un sobborgo che si chiama Maroubra e molte delle mie foto sono geotaggate, ho creato contatti con altri Instagram-addicted che abitano nella mia zona)
E per finire…
- Mi aiuta a scoprire luoghi/attivita’ dei quali altrimenti sarebbe molto piu’ difficile venire a conoscenza
E inizio proprio da qui :)
Partendo da un’esperienza personale.
Qualche settimana fa ad esempio stavo facendo un giro in un Parco Nazionale non molto distante da Sydney (Il Royal National Park). Non avendo molto tempo a disposizione, ed essendo il parco molto grande e con molte spiagge, volevo esser certa di vedere quelle migliori.
Quindi cosa ho fatto?
Ho aperto l’app di Instragram e ho fatto una ricerca associate al tag #royalnationalpark, la quale mi ha restituito circa 30 foto scattate all’interno del parco, tutte bellissime e quasi tutte scattate in spiagge differenti all’interno del parco.
Dopo averle visualizzate tutte ho preso la mia decisione…e non sono rimasta per niente delusa
Altro esempio.
Ogni tanto la domenica mattina mi sveglio e ho voglia di farmi una mega colazione (senza dover attraversare la citta’)… ma non so bene in che posto andare. Anche in questo caso, mi affido ad Instragram, effettuando una ricerca sulla base del quartiere (ad esempio, Surry Hills, utilizzando l’hashtag #surryhills). Poi inizio a scrollare le foto di tutte le altre persone che stanno gia’ facendo un succulento brunch proprio a Surry Hills e stanno gia’ ampiamente postando foto di quanto ‘awesome/cool/fantastic/delicious e’ il cibo che si stanno pappando. Generalmente, chi posta foto di questo tipo fa menzione anche del luogo del delitto
PERFETTO!
E in meno di 3 minuti ho gia’ 2 o 3 posti in lista… e tutti apparentemente appetitosisimi (a volte mi capita di aver gia’ scelto cosa ordinare prima ancora di entrare nel locale…ma questa e’ un’altra storia…)
Quindi, ricapitolando:
- Avete bisogno di un iPhone con installato Instagram (non mi smebra sia disponibile per i telefoni Android per ora)
- Create un account
- Cercate, tramite ‘tag’, la città/luogo in cui vi trovate o quello del quale desiderate saperne di più (ad esempio #Sydney)
- Date uno sguardo al flusso di immagini e lasciatevi ispirare
- Come ho gia’ detto, la maggior parte delle immagini avrà anche un geotag così saprete esattamente dove sono state scattate (cliccando sul geotag vedrete tutte le altre foto che sono state scattate li)
- Esplorate, mangiate, divertitevi
Ti ho convinto? Spero di si
ps: in un prossimo post trattero’ l’altra faccia della medaglia, ovvero come un business turistico puo’ utilizzare Instragram per auto-promuoversi.
L’evoluzione del Turismo Social – Infografica
La start-up svedese Tripl (per ora accessibile soltanto ad invito) ha messo online da pochi giorni sul proprio sito una interessante infografica, che presenta alcuni dati (aggregati da diverse fonti) in merito allo stato dell’arte del turismo online, con particolare enfasi sul cosiddetto “social travel“.
Fra le statistiche – a mio avviso – piu’ interessanti:
- entro la fine del 2012, assisteremo a circa 1.1 miliardi di arrivi internazionali
- il 72% di coloro che possiedono un account su un social network accede ad esso quotidianamente durante il viaggio
- soltanto il 7% di coloro che possiedono un account su un social network utilizzano l’internet mobile mentre viaggiano.
- il 69% delle aziende appartenenti al settore travel ha visto un incremento del traffico al proprio sito generato da Facebook
- il 46% delle aziende appartenenti al settore travel ha visto un incremento del traffico al sito generato da Twitter
- Southwest Airlinesdetiene il record di “like” su Facebook (+1,655,000) e followers su Twitter (1,147,000)
- Las Vegas, Singapore, Sydney, Londra, New York sono in ordine le citta’ con il maggiore numero di “like” associati alla pagina Facebook corrispondente (Las Vegas has +445,700 like su Facebook)
- il 52% degli studenti afferma di aver ricevuto ispirazione per un determinato viaggio guardando le foto dei propri amici
- il 46% di essi invece afferma di essere stati invitati a prendere parte ad un viaggio attraverso Facebook
- il 45% e’ stimolato da Facebook a visitare amici all’estero
- 50 milioni di recensioni sono state create su Tripadvisor per circa 495,000 hotel
Travel Interviste – Cuoche in Vacanza
Recentemente, ho pensato di dedicare alcuni post del mio blog a ad approfondire le realtà di alcuni piccoli business che operano nel turismo in Italia.
L’obiettivo che mi propongo è in realtà duplice:
- proporvi, sotto forma di intervista, alcuni esempi reali di persone che grazie alla qualità e alla personalità dei servizi offerti, contribuiscono a rafforzare l’immagine e la reputazione (turistica) del nostro paese sui mercati esteri.
- capire come queste piccole realtà utilizzano il web per promuoversi e rafforzare il proprio brand.
Oggi, vorrei presentarvi Erika & Lella.
Queste due intraprendenti mamme sono le fondatrici di “Cuoche in Vacanza” .
Di cosa di occupano esattamente?
Come raccontano sul sito web stesso, capita spesso, soprattutto in Toscana, che un turista dopo aver visitato i luoghi, torni a casa con il rammarico di non poter più sentire il sapore dei piatti tipici. Per porre rimedio a questa mancanza, Erika e Lella offrono la possibilità di imparare a cucinarli e di essere in grado di assaporarli nuovamente una volta rientrati dal viaggio… a casa propria
E non sarà un piatto qualunque, perché verrà preparato con gli stessi “segreti” che le nonne di Erika e Lella hanno tramandato loro.
Dopo averle viste menzionate su vari social, ho deciso di contattarle per fare loro qualche domanda… ed Erika, molto gentilmente, si è prestata all’iniziativa
Qui di seguito le sue interessanti risposte…
Da dove è nata l’idea di creare Cuoche in Vacanza? potresti raccontare brevemente il vostro modello di business?
L’idea di Cuoche in Vacanza è nata circa 2 anni fa, quando, nella sala di attesa di una palestra di scherma (mio marito è maestro di scherma e campione olimpionico), due mamme (Lella ed io) si sono scambiate qualche idea su come affrontare il loro futuro lavorativo. Io, sociologa con Master in Management dell’Innovazione conseguito alla scuola St’Anna di Pisa, stavo chiudendo una società di Ricerca Sociale di cui ero Amministratore e Lella, ex dirigente aziendale, era al suo ennesimo trasferimento familiare in una nuova città a causa del lavoro del marito. Abbiamo semplicemente dato voce alle nostre passioni, sapendo che avremmo dedicato il nostro tempo ad un progetto d’impegno, ed è venuta fuori la più preponderante: la cucina, nostra guida comune. La cucina soprattutto come riscoperta (anche storica) e conoscenza di antichi piatti che presto andranno perduti. Conoscere nuove persone, scambiarsi le varie esperienze, insomma “socializzare”, era poi la nostra seconda passione, e così è nata l’idea di mettersi insieme per fare corsi di cucina tradizionale agli ospiti dei B&B, piuttosto che degli Agriturismi, o di Appartamenti che, nella maggior parte dei casi, si sono rivelati stranieri. Io mi sarei occupata della zona vicina a dove abito (Rigoli, Comune di San Giuliano Terme, Pisa) e Lella della zona lucchese. Siamo così partite con la promozione: la scelta del nome, il sito, le brochures, il corso Haccp…all’inizio è stata dura perchè il business è nuovo e va “spiegato”; poi però, dandosi tanto da fare, sono arrivate le prime soddisfazioni che continuano ancora oggi. Quando fai questo lavoro e gli altri scoprono che cucini bene inoltre, capisci ben presto che non puoi fermarti ai Corsi, perchè non puoi dire di no a chi ti chiama per una cena a tema, piuttosto che per un battesimo, una semplice cena a domicilio o un evento che comunque coinvolge più persone. E così i clienti, da turisti stranieri ospiti nelle varie strutture di vacanza, si allargano e sono anche gli abitanti del posto, che però noleggiano una location per un evento, per un concerto, una mostra…
Chi sono i vostri principali clienti?
I nostri principali clienti, in poche parole, sono soprattutto i gestori delle strutture. Sono loro, infatti, che devono credere in noi e pubblicizzarci presso i loro clienti ed è con loro che creiamo alleanze e rapporti di partnership cercando di dare continuità ad un business che altrimenti sarebbe solo stagionale. Ed invece ci sono grandi possibilità d’inverno, quando fuori piove e qualche turista, deluso dal tempo, vuole trovare un’alternativa allegra ed istruttiva allo stare in camera o comunque in appartamento. Molti stranieri tornano a casa con il rammarico che non potranno più sentire quel sapore “italiano”, “toscano”, che hanno provato qui da noi ed il nostro scopo è proprio quello di riuscire a tramandare loro i giusti “segreti” per ricreare quel piatto una volta tornati a casa loro.
Quali sono, per voi, gli elementi necessari per offrire un servizio turistico di qualità?
Trattandosi di una passione, l’elemento necessario per offrire un servizio di qualità è soprattutto l’armonia; armonia con le persone che incontriamo e con le quali creiamo subito un’atmosfera familiare, allegra e di reciproca disponibilità; armonia con il cibo, verso il quale abbiamo rispetto, come per le stagioni che coronano l’anno solare in questa nostra splendida terra di Toscana. Ogni stagione ha i suoi frutti e noi cuciniamo con quelli. Una nostra caratteristica è “autoprodurre”; laddove è possibile facciamo tutto in casa, dal pane, alle marmellate, alle basi di qualsiasi tipo.Per le verdure, come per le carni, ci rivolgiamo a fornitori del territorio, riconosciuti per la loro qualità, concretizzando il famoso KM Zero che è la principale garanzia di qualità, oltre che di “mancato inquinamento”.
Che importanza ha il web per gestire/promuovere la vostra attività? siete soddisfatte dei risultati sin’ora ottenuti grazie al canale internet?
Dopo il corso per Travel Bloggers mi sono resa conto di quanto il Web sia una Forza, forse il futuro del Marketing, non so. Resta il fatto che, dal punto di vista della comunicazione, il Web ci sta aiutando molto, soprattutto perchè va a scovare quelle “nicchie” che non avremmo altro modo di incontrare. E questo mi piace molto, perchè si parla sempre più spesso di un’alternativa al turismo “mordi e fuggi” e, nei vari blogs si vedono sempre più viaggiatori e non semplici turisti che si accontentano di visite ed esperienze standardizzate. L’appello è quindi rivolto ai gestori delle strutture del turismo…guardare avanti, essere avanti, significa anche offrire esperienze alternative che non siano necessariamente strabilianti. C’è un mondo là fuori, fatto di persone che amano viaggiare, stare insieme, cucinare, in poche parole “VIVERE” il territorio nel quale sono ospiti.
Grazie mille Erika e a Lella per la vostra disponibilità e simpatia… in bocca al lupo per tutto
E voi cari lettori, preparatevi alla prossima travel-intervista!
Sara
Italia.it – è proprio questa la nostra Italia?
Carissimi lettori
come state?
Spero che questi giorni siano per voi occasione per ricaricare veramente le pile e per fare il pieno di famiglia/amici/cibus bonus e quello che amate di più!
Io mi sto godendo la mia Modena come non mai, e si sta veramente bene…
Quest’anno poi sento particolarmente il bisogno di vivere ogni attimo del mio essere qui, godermi i miei angoli preferiti della città, e tra pochi (pochissimi) giorni scoprirete il perchè
.
L’articolo che oggi vorrei condividere con voi, riguarda il nuovo sito di promozione turistica dell’Italia, da pochi giorni online nella sua veste ufficiale, e che personalmente (ma credo di parlare a nome di molti altri), mi ha deluso tanto.
…Ho fatto il possibile per organizzare i miei pensieri, motivazioni, suggerimenti e per riassumerli in poche righe. Tuttavia, il risultato è un documento di circa 30 pagine (ci sono un sacco di immagini, tranquilli
).
Sarei felice di sapere che ne pensate, e ancor più di integrare e completare il mio contributo con quelli di tutti voi!
Occhi, competenze e sensibilità diverse possono portare ad un risultato centomila volte migliore.
Per adesso, io comincio da qui.
Buon pomeriggio amici e many many wishes!!
Sara
Una Settimana in Aeroporto…
è il titolo del’ultimo libro scritto da Alain de Botton, che ho acquistato su Amazon questa mattina per modica cifra di 5 pound!
Da grande appassionata dei suoi libri non potevo farmelo scappare…

Dovete sapere che, nel corso dell’estate passata, a quel pazzo di de Botton è stato concesso di vagare per una intera settimana all’interno del Terminal 5 di Heathrow affinchè potesse esplorare e comprendere le dinamiche, sia umane come logistiche, che avvengono all’interno di uno degli aeroporti più importanti del Mondo.
Sponsorizzato da British Airways (evidenti scopi promozionali
) il libro riporta le esperienze e le storie di decine di persone coinvolte nel funzionamento di Heathrow, passando dal personale della compagnia aerea agli alti dirigenti, dai viaggiatori affannati agli inservienti, e racchiudendole in un racconto intriso di intrecci di vite in “viaggio” che possono essere fonte di riflessioni sulle esperienze di molte persone “comuni” agli albori del 2010.
Con il supporto del celebre fotografo Richard Baker, Alain esplora tutta la magia che popola questo apparente “non-luogo” che, in qualche modo, è sempre associato alle aspettative, ai sogni, alle nostalgie di milioni di persone. Credo che l’idea alla base ci questo libro sia davvero interessante, perchè non sempre siamo incuriositi dallo scoprire qualcosa di chi è seduto di fianco a noi nell’aspettare il volo, o di coloro che lavorano per tenere i bagni sempre puliti, quando invece potrebbero essere momenti divertenti ed anche decisamente arricchenti.
Vi farò sapere non appena l’avrò divorato
Baci,
Sà
Tripshake blogger…
Ah, se siete appassionati di viaggi, da un pò di tempo bloggo anche sul Magazine di Tripshake, l’utilissima travel community dove chi viaggia ha la possibilità di mettersi in contatto con gente del posto/esperti viaggiatori, ponendo domande alle quali la community provvederà a rispondere!
Sul magazine scrivo prevalentemente delle mie esperienze…e pur non essendo un’”esperta” cerco nel mio piccolo di fornire qualche consiglio utile. Mi sta appassionando davvero molto, se vi va fateci un giro

Buona giornata
!
Sà
















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