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Utilizzare Twitter per Viaggiare (ovvero il mio primo eBook!)
Hello People!
…si, sono rientrata da Londra, dove ho trascorso alcuni giorni che mi hanno veramente elettrizzata: partecipare al WTM è stata un’esperienza che credo mi ricorderò molto a lungo e che mi ha dato tanta tanta carica e voglia di fare!
…vi racconterò tutto in un post che scriverò nei prossimi giorni, quando avrò metabolizzato ed organizzato mentalmente le conoscenze acquisite ed i contenuti di queste intense giornate!
Comunque, sull’onda dell’entusiasmo, ho deciso che stasera è arrivato il momento di condividere con voi il mio primo eBook (sperando non sia l’ultimo!) al quale ho lavorato nel corso delle ultime 2 settimane…quindi boys and girls, ladies and gentlemen, lettori affezionati al mio blogghino, ecco a voi:
” Twitter per Viaggiare – Yes We Can!”
Come avrete facilmente intuito dal titolo, si tratta di una mini-guida, nella quale tento di spiegare come è possibile utilizzare la rinomata piattaforma di micro-blogging per pianificare in modo semplice, economico ed efficiente i propri viaggi.
Dopo essermi documentata per alcuni giorni online, ho cercato di raccogliere quante più informazioni possibili in merito a questo tema, ed il risultato lo potete liberamente scaricare cliccando sull’immagine qui sotto:
Grazie a queste poche pagine, spero di dimostrare anche a voi le incredibili potenzialità che ha (e che avrà sempre di più) Twitter come strumento di travel-planning e, soprattutto di raccogliere spunti, considerazioni e ovviamente consigli per ampliare ulteriormente il tema in futuro! Nel corso della stesura, mi sono resa conto di quanti aspetti possono essere approfonditi, oltre che analizzati dal punto di vista di chi vuole invece conquistarli, i turisti
.
Enjoy… e aspetto con ansia i vostri feedback!
Buon weekend!
Sara

Twitter per Viaggiare – Yes We Can! by Sara Borghi is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale 2.5 Italia License.
World Travel Market 2009
La prossima settimana a Londra (precisamente all’ExCel) si terrà il Wolrld Travel Market, ossia il più grande evento al Mondo legato all’industria del Turismo, che quest’anno festeggia il 30° anniversario. Essendo sempre stata incuriosita da questa Fiera e dalla sua importanza sia in termini di contenuti sia di espositori (poco fa ho guardato l’elenco e mi è quasi venuto un infarto…) ho deciso di unire l’utile al dilettevole ed andare a scuriosare un pò, anche nella speranza di incontrare e salutare un paio di persone a cui sono grata
Secondo me è stupendo lo slogan “Around The World in 4 Days” ! Beh se posso fare un giro del Mondo in appena 4 giorni e pagando 35 euro di volo allora colgo immediatamente l’opportunità
Se volete farvi un’idea di cosa sia il World Travel Market, date un’occhiata a questo video introduttivo, secondo me molto interessante in quanto spiega l’evoluzione di questo settore e le sfide che si presenteranno nei prossimi anni:
Se vi interessa, ho caricato l’elenco dei seminari che più mi interessano e ai quali spero di riuscire a partecipare (selezione durissima!!!) –> WTM_Programma_Seminari
Vi faccio sapere com’è andata aquesta avventura
Bacioni,
Sà
Accordo Twitter-Microsoft-Google: implicazioni per il Turismo Online
Proprio ieri è apparsa la notizia che Motore di Ricerca Microsoft Bing ha stipulato un accordo con Twitter per fare si che i tweets (i micro post da 140 caratteri che hanno reso famoso questo social network) vengano inclusi nei risultati di ricerca. Microsoft ha annunciato l’accordo sul palco del Web 2.0 Summit. Questo accordo (non esclusivo) ha reso facile per Google ribattere l’annuncio fatto da Bing uscendo con la notizia che anche loro si impegneranno a mostrare i Tweets nei risultati di ricerca.
Ieri sera mi chiedevo, ma quali saranno le ripercussioni di questi accordi per l’industria turistica?
Beh, la prima cosa che mi viene da pensare è ormai i tweets non sarannno più solo per i “followers” (chi “segue” gli aggiornamenti di stato). Le destinazioni di viaggio e le imprese turistiche dovranno produrre tweets e link pertinenti per poter beneficiare di una maggiore visibilità quando gli utenti effettuano ricerche, indipendentemente dal fatto che essi siano registrati o meno su Twitter, proprio perchè i tweet inizieranno ad apparire nei risultati di ricerca.
Quindi a mio avviso, questa novità potrebbe (e dovrebbe) rappresentare un ulteriore incentivo per gli operatori turistici a twittare
.
Twitter su Bing
Utilizzando http://bing.com/twitter (non ancora attivo) Bing mostrerà risultati di ricerca real time ricavati dalla streamline globale di Twitter. Microsoft ha inoltre annunciato che presto anche gli aggiornamenti di status di Facebook saranno anche presenti sul motore di ricerca.
La cosa interessante è che a quanto pare leggendo qualcuna delle numerose risorse che già bombardano l’argomento, è che la pagina dei risultati di Bing mostra il titolo del link del tweet e seleziona i tweet presentandoli con la foto dell’avatar e con il testo intero del tweet:

Twitter su Google
Beh, prima o poi sarebbe successo
era atteso da troppo tempo. Sembra infatti che anche Google e Twitter abbiano raggiunto un accordo finanziario che risulterà dunque nell’introduzione dei tweet fra i risultati delle SERP.
Questo è quanto riportato dal blog di Google sull’accordo novità:
“Given this new type of information and its value to search, we are very excited to announce that we have reached an agreement with Twitter to include their updates in our search results. We believe that our search results and user experience will greatly benefit from the inclusion of this up-to-the-minute data, and we look forward to having a product that showcases how tweets can make search better in the coming months.”
Come verranno presentati i Tweets nei risultati della ricerca ancora non è noto.
Alcuni utenti di Firefox già utilizzano uno script di Greasemonkey che incorpora i risultati della ricerca effettuata su Twitter nella parte superiore di ogni risultato di ricerca di Google, come illustrato di seguito:

Google stesso, all’interno del proprio blog, ha sottolineato l’importanza per destinazioni e per gli operatori turistici di utilizzare la piattaforma Twitter:
“The next time you search for something that can be aided by a real-time observation, say, snow conditions at your favorite ski resort, you’ll find tweets from other users who are there and sharing the latest and greatest information.”
Possibili impatti di queste innovazioni:
* l’ “Here and Now” Web (Web 3.0) è veramente arrivato. I risultati della ricerca in real time così come quelli prodotti in base alla propria collocazione geografica assumeranno importanza sempre maggiore.
* Twitter crescerà in termini di utilizzo, nel momento in cui i tweet inizieranno ad avere maggiore visibilità al di fuori della “Twittersfera”.
* Avrà inizio un processo di innovazione per quanto riguarda i Motori di Ricerca nel momento in cui dovranno affrontare il problema di identificare i tweet rilevanti da quelli spam…
* Infine,con l’introduzione dei risultati di Twitter, Google e Microsoft dovranno ripensare i propri algoritmi e determinare quanta importanza relativa dare ai tweets.
E voi, che ne pensate?
Sà
Guida a Twitter per Agenzie di Viaggio e Tour Operator
Pochi giorni fa mi è capitato di leggere una Guida di Twitter scritta da Philip Caines, ragazzo Canadese che da diversi anni si occupa di tecnologie per il turismo in Canada (precisamente nella meravigliosa Vancouver) sviluppando software che agevolino ed ottimizzino la distribuzione ad agenzie turistiche e tour operator.
Questa guida, pensata appunto per avvicinare gli operatori turistici a strumenti web 2.0, è finalizzata a fornire alcune linee guida per poter utilizzare Twitter quale strumento di comunicazione, di branding, monitoraggio e canale di vendita.
Sperando che sia utile, ne riporto qui sotto i contenuti (a mio avviso) più utili (che possono sicuramente essere applicati anche ad ambiti diversi dal turismo
).
Mantenendo il focus sul turismo, c’è da dire che, oggettivamente, le agenzie operanti in questo settore riscontrano sempre più difficoltà ad fare in modo che i propri siti web vengano trovati sul web. Con l’inflazione di siti e portali di agenzie all’interno dei risultati organici di Google, costi crescenti per implementare campagne Pay-Per-Click (CPC) su AdWords sempre in aumento, chi può biasimarli? L’industria del turismo è altamente competitiva (e sarà destinata ad esserlo sempre di più) e non tutti posso permettersi di spendere migliaia di euro per promuovere il proprio business online.
Negli ultimi tempi, il tanto discusso Social Media Marketing ha effettivamente dato alle piccole imprese turistiche la possibilità di traferire online ciò che esse sono sempre stati bravi a fare (ossia coltivare e mantenere relazioni con i propri clienti). Twitter è solo uno dei tanti strumenti oggi disponibili per poter realizzare questo, ma grazie alla sua facilità d’uso e la sua crescente quota di mercato, rappresenta una punto di partenza che può portare ottimi risultati!
Che cosa è Twitter?
Twitter è stato descritto come uno strumento di “micro-blogging“, che si traduce sostanzialmente nella possibilità di scrivere un post di 140 caratteri, grazie al quale è possibile aggiornare i propri contatti sul ciò che si sta facendo in un preciso momento, su ciò che si pensa o su qualsiasi altra cosa si trovi interessante.
Questi micro-post possono contenere link ad altri siti, immagini che si sono appena scattate, o anche collegamenti a video esterni (ex. YouTube).
Recentemente, varie imprese, appartenenti ai settori più diversi sono “buttate” su Twitter per rafforzare il proprio brand, ricevere recensioni/commenti dagli utenti sui propr servizi/prodotti, fare pubblicità, condividere notizie e per sviluppare un dialogo con attuali/nuovi clienti.
Si tratta di un format molto simile all’SMS dei cellulari
. La differenza principale è che invece di comunicare con una persona alla volta, ora si ha la possibilità di comunicare con un pubblico molto molto più ampio.
Chi dovrebbe iniziare?
Secondo Philip, per “twittare bene”, è importante fare un esame molto attento del branding, di come sviluppare la propria persona online e del contenuto che si vuole postare.
Come si inizia?
Tom Humbarger ha sviluppato una to-do-list da cui partire
:
* Andare su twitter.com e creare il proprio account. è importante scegliere uno username che corrisponde al nome dell’azienda o in alternativa, un nome che includa il nome dell’azienda (ad esempio @agenziatravel);
* Raggiungere un livello di tweets tale per cui gli altri utenti vi vedano come credibili e competenti – il numero minimo di tweets che si dovrebbe accumulare prima di iniziare a promuovere il proprio account è fra i 50 ed i 100 (la maggior parte degli utenti vi ignorerà ignora se avete pochi tweets o se non sono vi stati tweets per molto tempo);
* Completare il proprio profilo per intero (includendo la URL del sito) dal momento che la maggior parte delle persone potrebbe non seguirvi se avete un profilo incompleto;
* Creare di una homepage personalizzata su Twitter (che rifletta l’immagine aziendale, per quanto possibile) in modo tale da identificarsi immediatamente e fornire ulteriori informazioni sulla propria offerta.
Diffondere il proprio messaggio
* Provare a twittare da 5 a 8 volte al giorno, e, se possibile, con regolarità;
* Solo il 20%, o dei tweets dovrebbe essere direttamente connessi alla propria azienda o includere una promozione o un ‘messaggio pubblicitario’ – gli altri dovrebbero essere tweets su argomenti correlati in grado di fornire un valore aggiunto a chi vi segue (followers) oppure tweets finalizzati a mostrare il lato più umano dell’azienda; le persone smetteranno di prestare attenzione se si utilizza Twitter esclusivamente per auto-promozionali;
* La maggior parte dei tweets dovrebbe contenere un link ad un sito web, post di blog, articoli, ecc – questo tipo di tweets contribuirà a rendere autorevole l’account Twitter e una fonte di contenuti interessanti e quindi degno di essere seguito;
* Utilizzare HootSuite per programmare i tweets e monitorare i clickthrough dei Tweet )e la loro applicazione Hootlet).
Seguire altri utenti…
* Utilizzare una o più directory di Twitter (WeFollow o Twellow) per individuare i potenziali utenti da seguire in base ai loro interessi e posizione geografica;
* Seguire chi cita l’azienda o parole chiave importanti per il business;
* Periodicamente fare una ricerca su Twitter avente come oggetto il nome della agenzia oppure cliccare su @tuonome dal pannello di destra per vedere chi re-twitta o cita il vostro brand;
* @reply utenti per ringraziarli o semplicemente per mettervi in contatto con loro;
* RT o ri-posti tweet che ritenete siano interessanti/utili – in genere queste persone se ne accorgeranno e iniziare a seguirvi a loro volta;
* Non è bene far crescere il proprio profilo Twitter troppo rapidamente – una crescita costante è la migliore strategia ed un obiettivo di crescita di 100-200 followers al mese è un buon inizio per la maggior parte delle aziende.
Come sottolinea giustamente Philip, questo strumento deve essere parte di una strategia più ampia: non sarà possibile fare soldi comprare tweeting “Prenota tutti i tuoi viaggi con noi, sono davvero fantastici! VERAMENTE!! “
È necessario identificare la tua unicità, la così detta USP. L’industria del turismo è enorme, e se non ci si concentra sulla propria specialità allora hai poche speranze di essere trovati online. Ci sono così tante nicchie diverse nel settore dei viaggi che è necessario spendere tempo ed energie al fine di identificare il proprio cliente ideale, nonché il tipo di viaggio che essi sono più interessati a pianificare e a prenotare.
Questo vi permetterà di concentrarsi su quello che è il vostro obiettivo finale.
Si vuole ottenere più visite/prenotazioni al sito? più telefonate? rispondere a queste domande è di fondamentale importanza prima di iniziare a sviluppare la propria strategia su Twitter.
Una volta che si è individuato il “turista tipo”, che si ha un messaggio coerente e che si conosce il proprio obiettivo finale è necessario trovare un modo per creare valore! Questo è il momento in cui la creatività entra in gioco….
Alcune idee potrebbero includere:
* Domande Trivia con le risposte sul sito web. Questa potrebbe essere un’opportunità per ampliare la propria mailing list;
* Offerte speciali – si può “twittare” un’offerta al giorno che contenga un link al sito web. Si potrebbe poi monitorare il traffico proveniente da Twitter;
* Coupon Twitter – immaginate un “100 euro di sconto su una crociera ai Caraibi per le prossime 5 persone che twitteranno @ XYZ è l’agenzia migliore del Mondo!” Tweet – Questo rappresenterebbe un driver per i followers già esistenti a prenotare, così come un incentivo per altri utenti a diventare followers!
Ci sono davvero una marea di cose che si possono fare per indirizzare traffico al proprio sito e stimolare azioni, questo è solo qualche esempio
.
Risorse aggiuntive…
Per coloro che vogliono iniziare a utilizzare Twitter, ecco un post MOLTO utile (sempre in inglese).
Qui invece trovate un video che spiega Twitter in un modo molto semplice.
Questa è una lista delle agenzie di viaggio già su Twitter, se volete farvi un’idea di come opera chi c’è già…
Tweetdeck è un ottimo strumento gratuito per aiutare ad organizzare la vostra esperienza con Twitter. Per i-Phone invece, scaricatevi Tweetie 2 .
Grande Philip!
…E a voi Buona serata,
Sà
Una Settimana in Aeroporto…
è il titolo del’ultimo libro scritto da Alain de Botton, che ho acquistato su Amazon questa mattina per modica cifra di 5 pound!
Da grande appassionata dei suoi libri non potevo farmelo scappare…

Dovete sapere che, nel corso dell’estate passata, a quel pazzo di de Botton è stato concesso di vagare per una intera settimana all’interno del Terminal 5 di Heathrow affinchè potesse esplorare e comprendere le dinamiche, sia umane come logistiche, che avvengono all’interno di uno degli aeroporti più importanti del Mondo.
Sponsorizzato da British Airways (evidenti scopi promozionali
) il libro riporta le esperienze e le storie di decine di persone coinvolte nel funzionamento di Heathrow, passando dal personale della compagnia aerea agli alti dirigenti, dai viaggiatori affannati agli inservienti, e racchiudendole in un racconto intriso di intrecci di vite in “viaggio” che possono essere fonte di riflessioni sulle esperienze di molte persone “comuni” agli albori del 2010.
Con il supporto del celebre fotografo Richard Baker, Alain esplora tutta la magia che popola questo apparente “non-luogo” che, in qualche modo, è sempre associato alle aspettative, ai sogni, alle nostalgie di milioni di persone. Credo che l’idea alla base ci questo libro sia davvero interessante, perchè non sempre siamo incuriositi dallo scoprire qualcosa di chi è seduto di fianco a noi nell’aspettare il volo, o di coloro che lavorano per tenere i bagni sempre puliti, quando invece potrebbero essere momenti divertenti ed anche decisamente arricchenti.
Vi farò sapere non appena l’avrò divorato
Baci,
Sà
Experian Hitwise presenta il Global Online Travel Update
Ciao a Tutti!
Come procede la settimana?
Oggi, tanto per restare in tema turismo, che come sapete mi gusta assai, vorrei presentarvi i risultati di una ricerca realizzata pochi giorni fa da Experian Hitwise e poi presentata grazie ad un webinar intitolato: “Global Online Travel Update”.
Presentata dal Research Director, Robin Goad, questa sessione registrata descrive come potenziali turisti ricercano, pianificano e prenotano online i propri viaggi.
Ripercorrendo la stagione turistica estiva 2009 la ricerca copre le seguenti tematiche:
1) Per cominciare effettua una overview dello scenario globale relativo all’online travel, analizzando come è cambiato e descrivendo performance specifiche di settore.
2) Passa poi ad una comparazione dei principali drivers verso siti travel in UK, US, a Australia.
3) Tratta in seguito del “makeup” della online travel industry globale: sempre confrontando UK, US e Australia.
49 Ultimo punto: comportamento relativo alla ricerca travel online e trend.
Se siete interessati, o in qualche modo coinvolti dal tema (anche se direttamente il mercato italiano non viene toccato) troverete molti spunti su cui riflettere.
Qui trovate il link alla pagine sulla quale registrarvi prima di godervi il seminario (dura circa 45 minuti).
Io l’ho guardato solo una volta, e devo dire che l’analisi statistica applicata a ricerche di tale portata mi prende moltissimo
.
La presentazione è supportata da Adobe Presenter a non da assolutamente problemi! Audio e slides sono perfettamente sincronizzati.
Di seguito alcuni punti a mio avviso rilevanti, che riporto in inglese così come li ho trascritti (non me ne vogliate…ma ho preferito fare così per evitare di storpiare i dati
).
Market share of the travel industry
UK users generally spend more of their time online on travel websites than us or Australians UK users spend less time searching for travel online than 3 years ago.
Also, in the UK visits to travel sites are more seasonal compared to visits coming from other countries
What travel consumers are looking for:Subcategories
August: destination and accommodation websites are the more popular destinations (hotel websites + hotel booking sites + agency sites + review + sites that have info about specific region).
Australians: agencies are less popular online destinations.
Public transport websites are the less popular destinations in the US.
UK: domestic trains + coach sites are very popular (also in Australia, where there’s the metro rail) US: Cruise sites get lots of traffic! Within the UK they also perform better compared to other categories.
In general search is a more important drive of traffic across al the 3 countries
Australia is very dependent on search! It has overtaken compared to the UK market.
What people are searching for
UK: search spread across categories. Agencies + holidays are the most important categories. UK has the largest proportion of travel review sites. Train/coaches are searched more in the UK than in the other regions. UK has the largest number of ferry-related searches. Flights are less searched compared to other regions. More searches for specific airports though (e.g. Manchester).
Analysis of the top 1000 search terms
Top 3 categories:
- Maps sites + direction sites
- Car hire sites
- Attractions sites
Australia
Flight terms are very much brand dominated Many Price comparison searches Hotels + accommodations –> Very generic terms.
UK
Analysis related to searches for flights: Flights to the UK Flights to US (new york florida dominate) Flights to Europe Flights to rest of the World (also Switzerland and Norway and other no-Euro countries) Compared to last year: Euro zone predominant, have decreased from last year Increase in popularity of flights outside Europe : Turkey (not using euro, thus cheaper) Decrease in flights to USA Increase in flights domestic flights to the UK Turkey, India, South America have increased in searches!
Australia
Much higher rate of visits to non domestic airlines. Compared to other countries.
Top destination searches outside a country’s own market
UK: Disneyland Paris, Flights to Australia, Egypt holidays
US: puerto rico, panama city beach hotels, bermuda
Australia: Bali, Bali travel forum, Fiji
Canada: Disney world, Las vegas, Disneyland
Us: present an higher percentage of theme park related terms. UK more varied terms, not just theme parks. Weather play an important part in the UK –> more variety in attraction-related searches
Most popular travel brand searched for
Us: Mapquest (7.61%) Canada: Mapquest (3.74%) Uk: Google Maps (1.37%). Tripadvisor appears only here! Australia: Google Maps (2.54%)
Search is not the only search of traffic…
Not to mention SE, US travel sites pick op more traffic from email compared to other sources.
Social Networks
Australia social networks drive most traffic to travel sites In the US Tripadvisor and Southwest use Facebook –> however they use different strategies In Australia travel agencies benefit from social networks. Social Networks engage with Travelzoo. In the UK few travel sites have harnessed Twitter. National rail is the site that drives more traffic from twitter.
Per chiedere…un breve riepilogo in Italiano
- Gli utenti in UK trascorrono più del loro tempo online su siti travel rispetto alle loro controparti in Australia e US.
- Destinazioni e sistemazioni (hotel etc…) sono le categorie maggiormente visitate in tutte le regioni considerate dallo studio.
- Il “search” è un driver molto importante per i siti travel.
- Esistono molte differenze in termini di comportamento fra UK, USA; Canada e Australia.
- Ricerche per voli verso la zona Euro sono diminuite rispetto all’ano scorso. Sono aumentate invece le ricerche per voli verso il resto del Mondo.
- La maggior parte delle ricerche relative a destinazioni hanno come oggetto voli domestici, tuttavia i turisti in UK e Australia prediligono mete internazionali.
- Le destinazioni online principali per le ricerche di voli online sono: Cheapflighs in Uk, Middle Eastern ed Asian Airlines in Australia.
Come vedete c’è tanto materiale che potenzialmente si potrebbe approfondire sotto tanti profili. Sarà interessante effettuare una comparazione con le statistiche risultanti dalla prossima ricerca Hitwise!
Baci,
Sara
Ricerca di Google e OTX: The Brand Value of Search for the Travel Industry
Il settore dei viaggi è sicuramente uno dei più maturi in termini di adozione del Search Engine Marketing.
Esiste una ipotesi, che è data per scontata, all’interno dell’industria del turismo in base alla quale il search può aiutare un brand appartenente al settore travel nel campo dell’online.
Ma sorge spontanea una domanda: è ancora valida questa ipotesi? O si tratta soltanto di un vecchio lascito, un mito ormai sfatato a cui nessun addetto al settore crede più?
Beh, a questo proposito, recentemente Google ha rilasciato la seguente video che mostra i risultati di una loro recente indagine dal titolo:
“The Brand Value of Search for the Travel Industry”.
Ieri sera me lo sono guardata ed è davvero interessante!
Per essere precisi, si tratta di OTX Reasearch che ha fatto l’indagine per Google, indagine finalizzata ad analizzare il rapporto tra brand e ricerca online, con particolare attenzione al settore dei viaggi.
Nello specifico:
• Hanno esplorato cos’altro potrebbe fare il search per brand turistici, oltre a generare traffico;
• Hanno esaminato se effettivamente i travel marketer possono utilizzare il search per mantenere (o costuire) un brand forte.
Se avete 40 minuti da perdere vi consiglio di guardarlo
. Nel caso siano veramente troppi ho riassunto alcuni dei punti salienti per il video qui sotto:
(nb: fra i minuti 3:20 e 7:45 viene spiegata la metodologia della ricerca OTX)
L’impatto del search marketing (keyword advertising) sulla brand awareness e il recall
• Vi è un aumento drammatico nel top-of-mind degli utenti a favore dei brand turistici che mettono in atto strategie di keyword advertising;
• Quando alla keyword advertising viene affiancata una strategia di posizionamento organico (SEO) di successo (alti posizionamenti nelle SERP), l’incremento nel top-of-mind è ancora più rilevante rispetto alla sola K.A.;
• La consapevolezza generale (awareness) del brand (non solo quella top-of-mind) viene incrementata grazie al keyword advertising.
Un aspetto interessante è che la consapevolezza di un brand generata da campagne di paid search ha un impatto negativo sulla top-of-mind awareness relativa ai suoi competitor: in pratica, il paid search riduce, nella mente del consumatore, la fetta di torta assegnata alla competizione e consente quindi ad un marchio specifico di avere la meglio nelle SERP rispetto agli altri brand.
L’impatto del search marketing sul comportamento nei confronti del brand
• Il paid search (nonchè i primi risultati organici all’interno dei motori) contribuiscono a mantenere o ad aumentare la considerazione che si ha di un certo brand, ad esempio mantenendo fresco il ricordo di esso nella mente di chi compie ricerche online per organizzare i propri viaggi;
• I consumatori cliccano più frequentemente sugli annunci pubblicitari che “promettono” di fornire maggiori informazioni (rispetto agli annunci che si focalizzano sul prezzo). Questo aspetto mi ha colpito particolarmente…credevo fosse il contrario
;
• Il paid search contribuisce a mantenere o ad aumentare il gradimento che si ha nei confronti del brand nonchè la probabilità di segnalarlo/consigliarlo ad altri;
• Avere buoni posizionamenti organici in aggiunta al paid search potenzia la percezione di gradimento e considerazione nei confronti del brand da parte degli utenti;
• La combinazione, all’interno della medesima pagina di ricerca, di link sponsorizzati e buoni posizionamenti organici, sembra produrre i migliori risultati per la maggior parte delle categorie di settore;
• Il paid search non è solo una questione legata al breve periodo: i top link sponsorizzati hanno un impatto più duraturo sulla percezione del brand, influenzando i sentimenti positivi dei viaggiatori online nei confronti di esso. Questo aspetto rappresenta un potenziale enorme per plasmare una percezione positiva del brand nel lungo periodo.
Di seguito vorrei condividere con voi alcune conclusioni:
• Le persone dedicano sempre più tempo a pianificare online i propri viaggi (e quindi alla ricerca), pertanto è sempre più importante avere una presenza online per i brand appartenenti al settore turistico, piccoli o grandi che siano;
• I viaggiatori viaggiano (viaggeranno?) meno a causa dell’attuale situazione economica, ma comunque continuano ad effettuare ricerche alla ricerca (e spesso le aumentano);
• La presenza del brand nei risultati di ricerca ha un impatto positivo sulle metriche chiave, oltre a generare traffico verso il sito web;
• La keyword advertising ha un impatto positivo sulla brand awareness la quale ha un enorme potenziale di impatto sul brand nel lungo periodo;
• La keyword advertising può essere utilizzata come uno strumento di branding (oltre a veicolare traffico e ad incrementare il ROI);
• I risultati complessivi in termini di traffico derivante dai risultati di keyword advertising sono enfatizzati dall’ottenere buoni risultati organici. Perciò, quando presenti insieme, posizionamenti alti sia di ricerca organica così come di paid search danno i migliori risultati di traffico;
• Buoni posizionamenti (pagati e naturali) aiutano ad occupare “mindshare” e possono avere un impatto sulla consapevolezza che hanno i “turisti” nei confronti dei siti/brand competitor.
Credo che in generale questi risultati e le conclusioni tratte dalla ricerca siano molto interessanti, fornendo delle buone argomentazioni relative ai benefici che un brand può ottenere grazie al paid search, nonché i benefici complessivi derivanti da un buon lavoro di SEO associato a campagne di keyword advertising.
…E sono anche interessanti a mio avviso se si considerano i benefici per i brand appartenenti a settori che non sono così maturi nel search marketing come l’industria del turismo.
Chiaramente, molti altri sono gli ambienti di ricerca che vanno a sovrapporsi a Zio Google ultimamente, basti pensare ai Motori di Ricerca verticali quali ed alle infinite Communities; ma indubbiamente questi dati costituiscono un’ottimo incentivo e una base per affrontare l’online partendo da quello che, dopo tutto, rappresenta ancora per molti turisti la principale fonte di risposte, e per i travel providers, la principale vetrina verso cui attirarli
.
Voi che ne pensate?
Baci,
Sà
Tripshake blogger…
Ah, se siete appassionati di viaggi, da un pò di tempo bloggo anche sul Magazine di Tripshake, l’utilissima travel community dove chi viaggia ha la possibilità di mettersi in contatto con gente del posto/esperti viaggiatori, ponendo domande alle quali la community provvederà a rispondere!
Sul magazine scrivo prevalentemente delle mie esperienze…e pur non essendo un’”esperta” cerco nel mio piccolo di fornire qualche consiglio utile. Mi sta appassionando davvero molto, se vi va fateci un giro

Buona giornata
!
Sà
the Human Experience in a movie…
Buongiorno a tutti!
Come state?
Oggi approfitto della pausa pranzo per scrivere un pò
Prologo: ieri sera, sotto il consiglio di un mio amico, ho visto per la prima volta il film “The Human Experience”, prodotto dalla Grassroots Films, una piccola casa cinematografica di Brooklin, NY.
Questo è il trailer ufficiale:
…Vorrei iniziare avvisandovi che descrivere in uno spazio così piccolo un film talmente immenso è veramente difficile, quindi mi accontenterò di darvi un input condividendo sul mio blogghino qualche commento a riguardo…
Innanzitutto, la storia.
“The Human Experience” è il racconto di un viaggio…dell’avventura di 2 giovani fratelli, Clifford and Jeffrey Azize, che partono alla ricerca della risposta ad una domanda non proprio semplicissima…
Cosa significa essere uomini?
(mia risposta dopo 5 minuti: “…ok…mi sa che shifto a Kung Fu Panda
”
Poi mi sono detta: sta lì.
Beh…al fine di sviscerare questa “domandina“ e trovarne la propria risposta, i ragazzi affrontano nel corso documentario 3 diverse esperienze:
la prima di queste si svolge a New York, dove assieme decidono di vivere assieme ai senza tetto e dei barboni che popolano le strade di Manhattan e Brooklyn. Clifford e Azize li incontrano, ci parlano e addirittura dormono al loro fianco (e tutto questo non a ferragosto, ma durante i mesi invernali…e si sa che la temperatura a New York non è esattamente confortevole in dicembre…). Vi rimangono una settimana, elemosinando cibo, e dormendo avvolti nei box di cartone…in totale vulnerabilità…come loro.
Una scena in particolare mi ha colpito: quella in cui una donna racconta ai ragazzi di un giorno, poco tempo prima, in cui 3 cani randagi che si trovavano vicino a lei vennero tolti dalla strada affinchè non patissero il freddo e lei invece fu lasciata lì…a congelare. E lei comunque, pur essendo ferita dall’indifferenze intorno a se, non sembra darsi per vinta, così come tutti gli altri.
La seconda esperienza conduce i 2 fratelli a visitare una comunità di bambini orfani del Peru: abbandonati, disabili e vittime di abusi, che vengono portati all’interno di una casa/clinica nella quale vengono curati e nutriti.
Bambini che ridono, altri che piangono…ed il desiderio di Clifford e Azize di condividere e portare un po’ del peso della loro esistenza…bambini con sorrisi entusiasti di vivere nonostante le terribili storie alle spalle, gli abusi e le malattie…che io da spettatrice “mediata” ho fatto davvero molta fatica a vedere e ad ascoltare.
Per ultima, l’Africa, dove i 2 fratelli si recano per affrontare le realtà della lebbra e dell’HIV. Anche qui, vince la speranza nonostante la malattia, il rifiuto da parte della società e la povertà assoluta. Così come vince la consapevolezza di appartenenza ad una comunità che da supporto e forza.
E gli occhi di queste persone…indescrivibili…che sembrano quasi guardare oltre il loro Mondo…
Il finale lascio ovviamente a voi scoprilo…vi anticipo solo che uno dei 2 fratelli mette in pratica gli insegnamenti del viaggio in un modo (da me, ma sono certa lo sarà anche da voi) del tutto inaspettato….ed indimenticabile.
Solo un paio di considerazioni finali, che spero vi stimolino al dialogo dopo la visione del film
:
il documentario non fornisce una risposta specifica alla domanda che spinge i giovani a partire, così come non impone “la soluzione” a nessuno.
Ed è proprio questo l’aspetto che ho maggiormente apprezzato: è un film scomodo nel senso che “rompe la scatole” per spronare chi lo guarda ad alzarsi e a mettersi in strada per arrivare con le proprie forze, i propri errori e la propria volontà a capire cosa significa veramente essere uomini.
Non c’è intento di moralismo nei 2 protagonisti, ma bensì quello di essere testimoni dell’essenza dell’esperienza umana, mettendosi in condizioni tali per cui qualsiasi forma di speranza/fede sembra lontana anni luce…
“The Human Experience” mi ha scossa, perché mi ha fatto ragionare sul senso vero di umanità e di identità e come queste siano strettamente legate alla concezione che ognuno di noi ha (spero) della dignità personale.
Per ultimo, poi davvero vi lascio, credo che i registi siano riusciti a creare un film incredibilmente favorevole alla vita senza tuttavia affrontare direttamente le tematiche dell’aborto, dell’eutanasia e altri argomenti controversi.
È a favore della vita in quanto è, semplicemente, a favore dell’uomo.
Raramente da un film ho tratto un messaggio così chiaro e meraviglioso…
Fatemi sapere se riuscite a vederlo
Buona giornata!
Sà
on micro-destination promotion…
Buongiorno e Buon lunedì a tutti !
mi scuso per l’assenza (non premeditata) nei giorni passati. Ho trascorso buona parte della settimana in Trentino, precisamente in Val di Non, in campeggio con alcuni bambini e ragazzi. Bellissima esperienza, e davvero gratificante nonostante un pò di fatica=)
Ieri, prima di fare ritorno in territorio modenese abbiamo fatto una tappa dal Sores Park, ovvero un parco avventura immerso nel verde, nel quale è possibile cimentarsi in percorsi acrobatici aerei (alcuni decisamente acrobatici devo dire…) tra gli alberi di una enorme pineta.
Il parco è nuovo di zecca ( è stato inaugurato a fine Aprile 2008 !) e per questo stanno ancora lavorando parecchio sulla sua promozione.
Dopo aver scambiato qualche parole con alcuni ragazzi che lo gestiscono, ho riflettutto sui potenziali “user” di questa attrazione.
Infatti, sebbene si possa immediatamente pensare che soltanto bambini/ragazzi (e anche ragazzi più grandi …vedi la sottoscritta =) ) durante la propria vacanza con le famiglie siano interessati, oppure scuole/gruppi parrocchiali etc… in realtà credo che si possano identificare almeno altre 3 profili interessanti(e interessati) :
1) i manager di piccole/medie aziende , per attività di team building
2) team e club di arrampicata sportiva
3) appassionati di attività outdoor in generale (trekking/mountain bike e soprattutto climbing)
Detto questo credo ci siano infinite possibilità di promuovere il parco , sfruttando come punto-forza la sua posizione strategica ( a) a fianco si trova l’Hotel Sores, molto accogliente e dotato di sale per meeting b) punto di partenza di numerosi percorsi in MB e trekking c) raggiungibile dall’Autostrada del Brennero in poco più di 1 ora) .
E credo che il web 2.0 debba essere assolutamente preso in considerazione, se si pensa al livello di presenza online dei 3 gruppi sopra identificati. Quale manager non è ormai dotato di connettività mobile? per non parlare delle decine di community online create da appassionati che ruotano intorno a sport outdoor e di montagna… Una volta capito CHI utilizza COSA e COME , la creazione di una strategia ad-hoc può portare davvero ad incrementare il traffico verso il sito web (formato da visitors davvero interessati) , la successiva awareness e quindi le effettive visite al parco.
…questa sono brevemente le mie riflessioni e ovviamente rappresentano solo un punto di partenza =)
Pensate si tratti di un piano attuabile e sostenibile dal punto di vista dei costi? avete altre idee? lasciate un commento please…
Buona Giornata,
Sà


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