Articoli con tag ‘Google’
Guida a Google+ per Operatori Turistici
Per chi fosse interessato, condivido la recente mini-guida che ho scritto in occasione della BIT (Borsa Internazionale del Turismo) 2012, intitolata ‘A Little Bit of Google+‘ , finalizzata ad incoraggiare gli operatori del turismo ad utilizzare Google+ per promuovere il proprio business e per consolidare la relazione con i propri clienti.
Potete scaricarla cliccando su questo link:
- Sara
Come Creare una Community attorno alla Propria Pagina su Google+
Qualche giorno fa ho messo in evidenza alcune fra le differenze fra le pagine Brand di Google+ e quelle dei suoi principali competitors, ovvero Facebook e Twitter.
Una delle differenze principali, sta nell’impatto che Google+ (cosi’ come il tasto ‘+1′) avra’ per i risultati di ricerca di Google, il che rappresenta un elemento di grande attrattiva per brand che vogliano ottimizzare la propria presenza online.
Alla luce di questo, vorrei condividere alcuni consigli su come creare una comunity attorno alla propria pagina Google+, cogliendo le molteplici opportunita’ offerte da questa piattaforma per comunicare, interagire con i propri followers, e per analizzarne i comportamenti.
Eccole qui… senza un particolare ordine:
- Sfruttate il vostro account su altri social media: Sebbene possa sembrare piuttosto ovvio, e’ essenziale informare i vostri followers su Twitter nonche’ i Fans su Facebook della vostra presenza su Google+, invitandoli ad aggiungervi fra i loro circoli. Anche scrivere un semplice post sul vostro blog in merito puo’ servire da reminder a chi vi legge a creare un profilo su Google+ ed utilizzare questo strumento per restare aggiornati in merito ai vostri prodotti/servizi e per comunicare con voi. Non e’ detto che fatto questo tutti i vostri fans/followers gia’ presenti su Twitter o Facebook vorranno seguirvi anche su Google+, ma una tattica che puo’ sicuramente servire
- Inserite il badge sul vostro sito: La principale ragione per la quale i vostri fans non interagiscono con voi sui social media è perché spesso non viene data loro l’opportunità di farlo. Aggiungendo il badge ufficiale , renderete loro molto più facile scoprirvi su Google+
- Utilizzate il vostro account personale per chiedere ai vostri amici e conoscenti di aggiungere la vostra pagina ai loro circoli. Questo non solo vi consentiira’ di creare la base della vostra community, ma vi consentira’ di dare autorevolezza e credibilita’ alla pagina. Poiché la maggior parte dei vostri amici su G + sono più che disposti ad aggiungere la vostra pagina ai loro circoli, il numero di followers aumentera’ di conseguenza, il che aumenta la probabilita’ che altre persone vengano a scoprire la vostra pagina tramite le proprie connessioni (amicizie)
- Utilizzate i Guest Post: scrivere articoli per altri siti/blog ha il beneficio di introdurvi a nuove community. Aggiungendo un semplice link verso la vostra pagina su G+ (ad esempio nella vostra bio, alla fine del post), potrete raggiungere un nuovo pubblico che molto probabilmente sara’ interessato alla vostra offerta
- Utilizzate i contatti gia’ esistenti: Se siete gia’ presenti on-line da un po’ di tempo, dovreste aver sviluppato alcune relazioni nella vostra nicchia. Informate i blogger che conoscete della vostra nuova pagina su G + e poi chiedete loro se possono spargere la voce in merito alla vostra pagina. Ovviamente, ricambiate il favore facendo lo stesso per loro.
- Interagite con altre Pagine su G+: Dal momento che le pagine sono così nuove, la maggior parte dei brand con una presenza su G+ non ha ancora potuto creare community numerose come quelle gia’ (da tempo?) attive su Twitter e Facebook. Pertanto, se interagite con altre pagine su G+, queste molto probabilmente si accorgeranno di voi. Ad esempio, ogni volta che una pagina che vi interessa posta qualcosa assicuratevi di essere fra i primi a commentare. Dopo qualche tempo, altre pagine vi aggiungeranno nei propri circoli. Cio’ significa che vedranno tutti i vostri aggiornamenti, e’ sara’ piu’ facile per loro condividere i vostri contenuti con i loro followers
- Fornite alle persone una ragione per seguirvi! Se pubblicherete i medesimi contenuti che postate su Facebook e Twitter, per quale motivo le persone dovrebbero perdere un’altra parte del loro prezioso tempo per seguirvi anche su G+? Quindi, cercate di trovare contenuti, format, idee diverse per la vostra pagina Google. SEOmoz per esempio ha creato una serie di video chiamata “Whiteboard+” che viene esclusivamente pubblicata sulla pagina G+ ufficiale dell’azienda. Fornendo contenuti esclusivi, le persone sono incentivate a seguire SEOMoz su G+… e questa puo’ persino essere la sola e unica ragione per creare un account! Un’idea potrebbe essere quella di creare delle sessioni Q&A… molto spesso i clienti hanno domande in merito ai vostri/servizi che non trovano facile risposta….tutto quello che dovete fare e’ dedicare 1 o 2 ore ad ogni sessione e rispondere alle domande in modo piu’ efficiente possibile. Questa tattica porta anche le persone ad interagire con la vostra pagina, e li rendera’ anche piu’ inclini a condividerne i contenuti.
- Uno degli strumenti iu’ interessanti di Google+ si chiama ‘Ripples’. I Ripples permettono di visualizzare come i vostri contenuti vengono condivisi nel tempo, attraverso una timeline. Ad esempio, questo e’ il Ripples di un post condiviso da Mashable:
come potete vedere i post di Mashable (data l’autorevolezza del sito per tutto cio’ che riguarda i Social Media) sono in grado di raggiungere una audience vastissima senza aiuto di altri utenti. Tuttavia, una volta che un tale Michael Klems e GTGUG Buenos Aires hanno condiviso un determinato post, questo ha potuto raggiungere un pubblico totalmente nuovo. Grazie ai Ripples quindi, e’ possibile capire con chi e’ necessario interagire per incrementare ulteriormente il proprio reach. Il modo migliore per trovare degli influencers nella vostra nicchia e’ analizzando i post che vengono maggiormente condivisi. Una volta che li avete trovati, fate click sulla freccina che trovate nell’angolo in alto a destra del vostro post e selezionate ‘Ripples’. Dopodiche’ avrete davanti una immagine simile a quella di Mashable
Cercate persone come Michael Klems che vi possono aiutare a raggiungere una nuova audience. Una volta trovati, potete aggiungerli fra le vostre cerchie in veste di Pagina (attenzione pero’, loro devono avervi aggiunti in precedenza per poterlo fare) oppure atraverso il vostro account personale. Cercate inoltre di restare aggiornati in merito al tipo di contenuti che queste persone condividono/commentano, in modo tale da capire a cosa sono maggiormente interessati. Lo scolpo ultimo di tutto questo e’ creare relazioni e di avvicinarvi a queste persone, cosi’ che vengano a conoscenza dei vostri contenuti e siano piu’ inclini a promuoverli fra i propri circoli. Potete anche cercare queste persone su Twitter/Linkedin ed interagire con loro anche in questi ambienti. Una volta che avrete avviato la conversazione, e’ il momento di chiedere loro di promuovere i vostri contenuti… Come? Quando postate qualcosa su G+ che pensate possa essere di particolare interesse per qualche vostro follower, potete ‘taggarli’ nel post, semplicemente aggiungendo un ‘+’ prima del loro nome (e’ l’equivalente del ‘@ + username’ su Twitter)
- Quando le persone vi aggiungono ai loro circoli, ricambiate il favore, aggiungendoli a loro volta. E’ un gesto minimo ma che dimostra ai vostri followers che siete interessati a loro. Create circoli diversi in base alle principali tipologie di followers, in modo tale da fornire contenuti mirati ad ogni singolo gruppo (che rispecchino i loro interessi, potete infatti gestire i post in modo tale che siano visibili solo a determinati circoli). Creare e condividere post con una audience piu’ mirata, puo’ portare a maggiori condivisioni, commenti e ‘+1′.
- Se avete pochi followers, non mostrate il numero. Non rendendo esplicito il numero di followers, le persone possono avere meno ripensamenti in merito al seguire o meno la vostra pagina. Ad esempio, se io vedessi una pagina su G+ dedicata al SEO che ha 5 followers, sarei molto meno incline a seguirla rispetto ad una che ne abbia 500
- Siate diversi! So che e’ un consiglio un po’ generico, ma puntare all’originalita’ puo’ dare molta visibilita’ alla vostra pagina, soprattutto in questa fase iniziale in cui pochi business sono gia’ attivi su G+. Se sarete in grado di creare qualcosa di veramente unico all’interno della vostra pagina, avrete una maggiore probabilita’ che i contenuti vengano condivisi e promossi non soltanto su Google+, ma anche in altri social networks, blog e siti web
Per finire, vi segnalo che ora e’ possibile gestire Twitter & Facebook direttamente dalla dashboard di Google+ grazie a 2 plugin per Google Chrome, ed aggiornare i 3 account da un unico account. Qui trovate il plug-in per Facebook , qui invece quello per Twitter.
Enjoy!
- Sara
image by Cordiaz2000
Google Plus Brand Pages – 15 Differenze Rispetto a Facebook e Twitter
Oggi ho potuto approfondire maggiomente le funzionalita’ di Google Plus per le Pagine Brand. Questo mi ha permesso di delineare alcune differenze che la piattaforma ha rispetto ai suoi principali ‘concorrenti’, ovvero Facebook e Twitter.
In questo post, vorrei condividerne 15 che ho scoperto nel corso della giornata… ma se leggendo la lista ne avete altre che la possano integrare fatevi avanti
- La piu’ banale: Google Plus – al momento – conta circa 40 milioni di utenti iscritti, rispetto agli 800 milioni di Facebook e ai 200 milioni di Twitter.
- Contrariamente a Facebook, per ora non e’ possibile creare una vanity URL per la propria pagina, ma bisogna accontentarsi di una lunga serie di numeri. Lo stesso problema vale per gli account personali. Google non ha ancora emesso alcun tipo di informazione in merito a quando ciò potrebbe cambiare.
- Diversamente da Facebook, è possibile modificare il nome della pagina business in qualsiasi momento. Tuttavia, qualora la pagina sia gia’ stata verificata (copiando ed incollando il codice fornito all’interno del proprio sito), il cambio di nome causerà la perdita della verifica, e sara’ necessario ripetere la procedura di validazione da principio.
- Similmente a Facebook, anche se si accede alla pagina brand attraverso il proprio account personale, è tuttavia possibile scegliere se si vuole agire come individuo o come pagina business.
- Attualmente non esiste alcun tipo di supporto per postare automaticamente su una pagina, cosa invece possibile per gli utenti di Facebook e Twitter tramite l’utilizzo di applicazioni terze. È tuttavia probabile che questo avvenga in futuro quando Google sviluppera’ la propria Google Plus API, tuttavia non ha ancora fornito particolari in merito.
- E’ possible per una brand page aggiungere persone alle proprie cerchie, ma soltanto se la persona ha aggiunto la pagina stessa in precedenza. Questa è una buona mossa da parte di Google che sicuramente limitera’ comportamenti spam da parte di alcuni business che spesso non perdono occasione di bombardare gli utenti (specialmente su Twitter)
- Di default, e’ possibile segmentare i propri customers nelle seguenti cerchie: VIPs, Customers, Following, and Team Members
- Diversamente da Facebook, Google Plus e’ leggermente piu’ magnanimo qualora vengano fatti errori grammaticali nei post, o nel caso si decida di chiudere i commenti. E’ infatti possible modificare post e setting DOPO aver postato.
- E’ molto piu’ difficile creare una pagina non-ufficialesu Facebook o Twitter. Facebook infatti respinge automaticamente qualsiasi nome di brand che sia gia utilizzato sulla piattaforma (e.g. Coca-Cola). Tuttavia, agli albori, il processo di creazione di una pagina fan su Facebook era altrettanto caotico.
- Google Plus ha il cosidetto ‘+1 button’, mentre Facebook ha il famoso ‘like’.
- Google Plus offre gli ‘Hangouts’, mentre Facebook fornisce la video chat cosi’ come l’integrazione con Skype per poter realizzare video-conferenze/chat con i propri fan.
- Google Plus utlizza le cerchie (‘Circles’), mentre Facebook offer la possibilita’ di creare le cosidette ‘liste’ di utenti.
- La possiblita’ di aggiornare automaticamente Facebook e Twitter da Google Plus e’ in arrivo. Google – per ora – ha dato accesso alla propria Google Plus API esclusivamente ad alcuni developer, ma e’ probabile che entro poche settimane questo venga esteso a molti altri. Per saperne di piu’, vi consiglio di visitare la Google+ Platform per Developers – https://developers.google.com/+/overview . Se utilizzate Chrome, suggerisco inoltre di installare una delle mie applicazioni per Google Plus preferite, Publish Sync , che vi permette di aggiornare sia Facebook sia Twitter direttamente da Google Plus.
- Sebbene una parte degli utenti social sia molto affezionata ai 140 di Twitter (me inclusa J ), Google Plus offre indubbiamente una piattaforma piu’ ricca e dettagliata sulla quale condividere contenuti. Postare foto e video su Twitter e’ ancora un processo tutto sommato macchinoso e per visualizzarli bisogna cliccare sul link e aspettare che la pagina, la foto, o il video si carichi. Google Plus ha il vantaggio dell’integrazione con YouTube, per i video, e Picasa, per le foto. Inoltre, chiunque puo’ prontamente commentare un post in Google Plus, e l’amministratore della pagina piu’ rispondere velocemente. In Twitter, questo tipo di comunicazione diventa una serie – a volte un po’ tediosa – di @username che vanno a invadere il feed degli altri followers, anche se non interessati alla conversazione.
- Infine, Google non indicizza tutti i contenuti/post su Facebook, cosi’ come non utilizza piu Twitter all’interno dei risultati real time. Ma ovviamente, Google indicizza (e sempre piu’ lo fara) tutto cio’ che viene postato pubblicamente in Google Plus.
Google Plus Pagine Brand – 25 Articoli Introduttivi
Da un paio di giorni, Aziende e Brand possono creare le proprie Pagine Business in Google+. Nel corso delle ultime 24 ore, ho raccolto una serie di articoli introduttivi sull’argomento. Alcuni fra questi mostrano esempi di aziende/istituzioni gia’ presenti e attive sulla piattaforma, altri ne appronfondiscono le caratteristiche, le opportunita’, i difetti. Altri infine spiegano concretamente come creare una pagina Fan in Google Plus.
Li condivido qui, sperando che possano esservi utili per chiarirvi le idee sull’argomento:
- Google+ Pages and Direct Search
- 7 Things to Know about Google Plus Pages for Brands
- Google+ Brand Pages are the ‘Wild West’ – for Now
- 16+ Universities dive into Google+ Brand Pages
- Contests and Promotions Not Allowed on Google+ Brand Pages
- How to Set Up a Google+ Brand Page
- Want to Run a Contest or Promotion on Google+? Not So Fast
- Google+ Pages Now Open For Businesses, Brands, Places & More
- Google+ Brand Pages Brain Food
- Google+ Pages: 10 Things You Need To Know About the Terms of Service
- Google+ Pages A Must For Businesses, But Come Off As Rushed
- Google+ Pages, 11 Tips To Get You Started
- How To Create A New Google+ Page And Connect It To Google Search
- How to Create a Google+ Business Page in 5 Simple steps
- Google+ Starts Rollling Out Pages for Business
- Introducing Google Plus Pages, Google Plus For Businesses & Brands
- Small Businesses Should Grab a Google+ Page, But…
- Google Plus Launches Pages For Brands And Business
- How The Traditional Search Landscape Is Changing In Front Of Our Eyes
- The Alphabet of Google+ Direct Connect
- Updated: Google+ Pages For Businesses: The AdWords Impact
- A Look At Google+ Direct Connect For Google+ Pages
- Up Close With Creating & Managing Google+ Pages
- WHY A GOOGLE+ BRAND PAGE COULD BE MORE IMPORTANT THAN YOUR FACEBOOK PAGE
- Google+ Brand Pages vs. Facebook Fan Pages
Enjoy!
Sara
Ultime Novita’ sui Motori di Ricerca e Sfide SEO per il 2010
Buon pomeriggio cari readers!
Spero abbiate trascorso un ottimo weekend, il mio lo e’ stato decisamente (trovandomi in Scozia ne ho approfittato per visitare alcuni luoghi nuovi e fare visita ad amici su al nord, ne e’ valsa davvero la pena).
Ieri sera rientrando e piazzandomi davanti all’aggregatore ho realizzato quante novita’, news, soprese si sono accumulate negli ultimi giorni in merito ai motori di ricerca, ognuno dei quali costituira’ inevitabilmente parte integrante delle attivita’ legate al search marketing del 2010.
…Quindi ho pensato di sfruttare questo post per fare un “recap” delle novita’ principali, quelle che credo siano da tenere sott’occhio se come la sottoscritta siete interessati all’evoluzione del SEO e del web marketing nelle sue varie espressioni, e di alcuni articoli ad esse associati.
Spero si riveli utile anche a voi
Ok, cominciamo:
1) Real time search
Tutto e’ partito da Bing. Ora sia Yahoo che Google hanno pensato bene di aggiungere il cosidetto “real time search” all’interno delle proprie pagine di risultati. Yahoo potrebbe, per esempio, riportare tweets di Twitter in fondo alla SERP. Google invece si comportera’ in questo modo:
Articoli correlati:
- What Google’s Real time search means to SEO, PPC & Reputation Management?
L’articolo spiega che esistono varie opportunita’ per sfruttare il real time search senza sfociare nello spamming
(WebProNews 13 Dicembre 2009)
- What the Google Web will look like in 10 years?
Google rendera’ il web piu’ veloce? (Pingdom Dec 9 Dicembre 2009)
- The” Google phone” now at Large?
“It’s beautiful . . . Like an iPhone on beautifying steroids” (SE Land Dec 12 2009)
- Google adds Universal Search to suggest & Quick Scroll in Chrome
(SE Land 11 Dicembre 2009)
- Bing Maps best Google Maps in Fun, if not Functionality
(Google Watch 3 Dicembre 2009)
- The real time Danger: Google opens up for spam and scam
(SearchCowboys 11 Dicembre 2009)
- Explore a new way to window shop, with Google and the Mobile phone
(Google Blog 7 Dicembre 2009)
- Relevance meets the real time web
Google introduce il real time search, con aggiornamenti live da Twitter e Friendfeed (Google Blog 7 Dicembre 2009)
- Yahoo adds Twitter to search results
L’inserimento di risultati di Twitter no dipendera’ dai trend dei tweet, ma da quelle che sono gli argomenti “caldi” su Yahoo Search (SE Land 10 Dicembre 2009)
- Google to Add “Trustworthy indicator” to Site Performance Tool
(SE Roundtable 10 Dicembre 2009)
- Privacy is not Google’s issue but yours says Schmidt
In sostanza: se fate qualcosa di sbagliato e questo emerge nel web, non lamentatevi, avresti dovuto pensarci prima… (SearchCowboys 10 Dicembre 2009)
- Google Personal Search SEO White Paper
Molti SEO (me inclusa) stanno gia’ tremando all’idea di dover gestire il personalized search, ora che e’ diventato di default. Ma e’ proprio adesso il momento di agire…o no? (SE Roundtable 9 Dicembre 2009)
- 10 out of 15 Googlers switch to Bing, when forced to
Microsoft ha commissionato una ricerca (studio quantitativo) per capire se gli utenti Google siano disposti a passare a Bing o meno… (SearchCowboys 9 Dicembre 2009)
Altra novita’ : Google Goggles
Di cosa si tratta?
Google Goggles, e’ un’interfaccia in grado di presentare contenuti in 3 dimensioni.
In pratica, questa applicazione sviluppata per Android, consente di scattare foto ad oggetti, queste foto verranno poi convertite in query di ricerca. Date un’occhio a questo video esplicativo:
3) Articoli SEO/SEM vari…
Infine, vi segnalo questa “raccolta” di articoli autorevoli, a mio avviso molto completa, che analizza quelli che saranno i cambiamenti e sfide relative Google, Search Marketing e SEO nel 2010 .
Spero davvero di potermi confrontare con voi in futuro in merito a tutte queste evoluzioni… sara’ un anno intenso!
Ah…dimenticavo questa chicca:
- Google’s New Year countdown surprise
Quando si clicca su “I’m feeling Lucky” sulla home page di Google.com senza inserire una query di ricerca, Google mostrerà quanti secondi mancano al 2010
(Blogoscoped 12 Dicembre 2009)
Buona settimana, intanto
Sara
Accordo Twitter-Microsoft-Google: implicazioni per il Turismo Online
Proprio ieri è apparsa la notizia che Motore di Ricerca Microsoft Bing ha stipulato un accordo con Twitter per fare si che i tweets (i micro post da 140 caratteri che hanno reso famoso questo social network) vengano inclusi nei risultati di ricerca. Microsoft ha annunciato l’accordo sul palco del Web 2.0 Summit. Questo accordo (non esclusivo) ha reso facile per Google ribattere l’annuncio fatto da Bing uscendo con la notizia che anche loro si impegneranno a mostrare i Tweets nei risultati di ricerca.
Ieri sera mi chiedevo, ma quali saranno le ripercussioni di questi accordi per l’industria turistica?
Beh, la prima cosa che mi viene da pensare è ormai i tweets non sarannno più solo per i “followers” (chi “segue” gli aggiornamenti di stato). Le destinazioni di viaggio e le imprese turistiche dovranno produrre tweets e link pertinenti per poter beneficiare di una maggiore visibilità quando gli utenti effettuano ricerche, indipendentemente dal fatto che essi siano registrati o meno su Twitter, proprio perchè i tweet inizieranno ad apparire nei risultati di ricerca.
Quindi a mio avviso, questa novità potrebbe (e dovrebbe) rappresentare un ulteriore incentivo per gli operatori turistici a twittare
.
Twitter su Bing
Utilizzando http://bing.com/twitter (non ancora attivo) Bing mostrerà risultati di ricerca real time ricavati dalla streamline globale di Twitter. Microsoft ha inoltre annunciato che presto anche gli aggiornamenti di status di Facebook saranno anche presenti sul motore di ricerca.
La cosa interessante è che a quanto pare leggendo qualcuna delle numerose risorse che già bombardano l’argomento, è che la pagina dei risultati di Bing mostra il titolo del link del tweet e seleziona i tweet presentandoli con la foto dell’avatar e con il testo intero del tweet:

Twitter su Google
Beh, prima o poi sarebbe successo
era atteso da troppo tempo. Sembra infatti che anche Google e Twitter abbiano raggiunto un accordo finanziario che risulterà dunque nell’introduzione dei tweet fra i risultati delle SERP.
Questo è quanto riportato dal blog di Google sull’accordo novità:
“Given this new type of information and its value to search, we are very excited to announce that we have reached an agreement with Twitter to include their updates in our search results. We believe that our search results and user experience will greatly benefit from the inclusion of this up-to-the-minute data, and we look forward to having a product that showcases how tweets can make search better in the coming months.”
Come verranno presentati i Tweets nei risultati della ricerca ancora non è noto.
Alcuni utenti di Firefox già utilizzano uno script di Greasemonkey che incorpora i risultati della ricerca effettuata su Twitter nella parte superiore di ogni risultato di ricerca di Google, come illustrato di seguito:

Google stesso, all’interno del proprio blog, ha sottolineato l’importanza per destinazioni e per gli operatori turistici di utilizzare la piattaforma Twitter:
“The next time you search for something that can be aided by a real-time observation, say, snow conditions at your favorite ski resort, you’ll find tweets from other users who are there and sharing the latest and greatest information.”
Possibili impatti di queste innovazioni:
* l’ “Here and Now” Web (Web 3.0) è veramente arrivato. I risultati della ricerca in real time così come quelli prodotti in base alla propria collocazione geografica assumeranno importanza sempre maggiore.
* Twitter crescerà in termini di utilizzo, nel momento in cui i tweet inizieranno ad avere maggiore visibilità al di fuori della “Twittersfera”.
* Avrà inizio un processo di innovazione per quanto riguarda i Motori di Ricerca nel momento in cui dovranno affrontare il problema di identificare i tweet rilevanti da quelli spam…
* Infine,con l’introduzione dei risultati di Twitter, Google e Microsoft dovranno ripensare i propri algoritmi e determinare quanta importanza relativa dare ai tweets.
E voi, che ne pensate?
Sà
Ricerca di Google e OTX: The Brand Value of Search for the Travel Industry
Il settore dei viaggi è sicuramente uno dei più maturi in termini di adozione del Search Engine Marketing.
Esiste una ipotesi, che è data per scontata, all’interno dell’industria del turismo in base alla quale il search può aiutare un brand appartenente al settore travel nel campo dell’online.
Ma sorge spontanea una domanda: è ancora valida questa ipotesi? O si tratta soltanto di un vecchio lascito, un mito ormai sfatato a cui nessun addetto al settore crede più?
Beh, a questo proposito, recentemente Google ha rilasciato la seguente video che mostra i risultati di una loro recente indagine dal titolo:
“The Brand Value of Search for the Travel Industry”.
Ieri sera me lo sono guardata ed è davvero interessante!
Per essere precisi, si tratta di OTX Reasearch che ha fatto l’indagine per Google, indagine finalizzata ad analizzare il rapporto tra brand e ricerca online, con particolare attenzione al settore dei viaggi.
Nello specifico:
• Hanno esplorato cos’altro potrebbe fare il search per brand turistici, oltre a generare traffico;
• Hanno esaminato se effettivamente i travel marketer possono utilizzare il search per mantenere (o costuire) un brand forte.
Se avete 40 minuti da perdere vi consiglio di guardarlo
. Nel caso siano veramente troppi ho riassunto alcuni dei punti salienti per il video qui sotto:
(nb: fra i minuti 3:20 e 7:45 viene spiegata la metodologia della ricerca OTX)
L’impatto del search marketing (keyword advertising) sulla brand awareness e il recall
• Vi è un aumento drammatico nel top-of-mind degli utenti a favore dei brand turistici che mettono in atto strategie di keyword advertising;
• Quando alla keyword advertising viene affiancata una strategia di posizionamento organico (SEO) di successo (alti posizionamenti nelle SERP), l’incremento nel top-of-mind è ancora più rilevante rispetto alla sola K.A.;
• La consapevolezza generale (awareness) del brand (non solo quella top-of-mind) viene incrementata grazie al keyword advertising.
Un aspetto interessante è che la consapevolezza di un brand generata da campagne di paid search ha un impatto negativo sulla top-of-mind awareness relativa ai suoi competitor: in pratica, il paid search riduce, nella mente del consumatore, la fetta di torta assegnata alla competizione e consente quindi ad un marchio specifico di avere la meglio nelle SERP rispetto agli altri brand.
L’impatto del search marketing sul comportamento nei confronti del brand
• Il paid search (nonchè i primi risultati organici all’interno dei motori) contribuiscono a mantenere o ad aumentare la considerazione che si ha di un certo brand, ad esempio mantenendo fresco il ricordo di esso nella mente di chi compie ricerche online per organizzare i propri viaggi;
• I consumatori cliccano più frequentemente sugli annunci pubblicitari che “promettono” di fornire maggiori informazioni (rispetto agli annunci che si focalizzano sul prezzo). Questo aspetto mi ha colpito particolarmente…credevo fosse il contrario
;
• Il paid search contribuisce a mantenere o ad aumentare il gradimento che si ha nei confronti del brand nonchè la probabilità di segnalarlo/consigliarlo ad altri;
• Avere buoni posizionamenti organici in aggiunta al paid search potenzia la percezione di gradimento e considerazione nei confronti del brand da parte degli utenti;
• La combinazione, all’interno della medesima pagina di ricerca, di link sponsorizzati e buoni posizionamenti organici, sembra produrre i migliori risultati per la maggior parte delle categorie di settore;
• Il paid search non è solo una questione legata al breve periodo: i top link sponsorizzati hanno un impatto più duraturo sulla percezione del brand, influenzando i sentimenti positivi dei viaggiatori online nei confronti di esso. Questo aspetto rappresenta un potenziale enorme per plasmare una percezione positiva del brand nel lungo periodo.
Di seguito vorrei condividere con voi alcune conclusioni:
• Le persone dedicano sempre più tempo a pianificare online i propri viaggi (e quindi alla ricerca), pertanto è sempre più importante avere una presenza online per i brand appartenenti al settore turistico, piccoli o grandi che siano;
• I viaggiatori viaggiano (viaggeranno?) meno a causa dell’attuale situazione economica, ma comunque continuano ad effettuare ricerche alla ricerca (e spesso le aumentano);
• La presenza del brand nei risultati di ricerca ha un impatto positivo sulle metriche chiave, oltre a generare traffico verso il sito web;
• La keyword advertising ha un impatto positivo sulla brand awareness la quale ha un enorme potenziale di impatto sul brand nel lungo periodo;
• La keyword advertising può essere utilizzata come uno strumento di branding (oltre a veicolare traffico e ad incrementare il ROI);
• I risultati complessivi in termini di traffico derivante dai risultati di keyword advertising sono enfatizzati dall’ottenere buoni risultati organici. Perciò, quando presenti insieme, posizionamenti alti sia di ricerca organica così come di paid search danno i migliori risultati di traffico;
• Buoni posizionamenti (pagati e naturali) aiutano ad occupare “mindshare” e possono avere un impatto sulla consapevolezza che hanno i “turisti” nei confronti dei siti/brand competitor.
Credo che in generale questi risultati e le conclusioni tratte dalla ricerca siano molto interessanti, fornendo delle buone argomentazioni relative ai benefici che un brand può ottenere grazie al paid search, nonché i benefici complessivi derivanti da un buon lavoro di SEO associato a campagne di keyword advertising.
…E sono anche interessanti a mio avviso se si considerano i benefici per i brand appartenenti a settori che non sono così maturi nel search marketing come l’industria del turismo.
Chiaramente, molti altri sono gli ambienti di ricerca che vanno a sovrapporsi a Zio Google ultimamente, basti pensare ai Motori di Ricerca verticali quali ed alle infinite Communities; ma indubbiamente questi dati costituiscono un’ottimo incentivo e una base per affrontare l’online partendo da quello che, dopo tutto, rappresenta ancora per molti turisti la principale fonte di risposte, e per i travel providers, la principale vetrina verso cui attirarli
.
Voi che ne pensate?
Baci,
Sà
Pessimismo Pratico…
Un video (brevissimo), tratto da una recente presentazione tenuta da Tim Ferriss (autore del libro “The 4 hour work-week“, recentemente tradotto anche in italiano) alla conferenza di Google I/O Ignite, che credo meriti di essere visto…
Mi ha incuriosito il titolo chiamato “The Practicality of Pessimism: Stoicism as a Productivity System“: durante questi 5 minuti, Tim racconta quelle che a suo avviso sono le 2 tecniche più efficienti per migliorare la propria produttività, entrambe prese a prestito dallo Stoicismo.
Per fare questo azzarda una provocazione: “definire le proprie paure può essere più importante che definire i propri obiettivi?”…per quanto mi riguarda è di sicuro più difficile.
Ah, l’audio è molto basso, dateci un pò su
.
Buona serata,
Sà





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