Connecting the Dots – Il Blog di Sara Borghi

1000$ per una applicazione iPhone…è uno scherzo vero?

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Buongiorno!

…in attesa di gustarmi un pranzetto estivo nel giardino della nonna, vorrei condividere con voi alcuni pensieri scaturiti dopo la scoperta di questa mattina, ovvero:

è arrivata sull’iTunes Store la prima applicazione per iPhone dal costo di (udite udite) 999.99$ (799.99 euro…), che porta il nome di I Am Rich, sviluppata da un certo Armin Heinrich.

Escludendo il fatto che la sola applicazione costa più del device stesso, i punti sui quali vorrei soffermarmi sono essenzialmente 2:

- l’applicazione (appartenente alla categoria Lifestyle…) ha utilità NULLA: consiste infatti in una semplicissima icona rossa che ha il solo obiettivo di ricordare al proprietario dell’iPhone quanto egli sia Cool e abbiente per essersi potuto permettere tale acquisto. Anzi no dai…a dirla tutta qualcosa fa : cliccando sul bottone “i” pare che si venga illuminati da un mantra esclusivo che suggerisce strategie per rimanere belli ricchi ed influenti (a questo punto poteva chiamarla Beautiful…oppure Beverly Hills 90210…)

- possibile che a Cupertino non si accenda nessun campanello di allarme dopo questo fenomeno? un’applicazione di questo tipo non solo non vale 1000$, ma personalmente sfido chiunque a pagarla anche solo 10… Del resto al momento, nessuno vieta ai developers di fissare a piacere il prezzo delle proprie creazioni. Generalmente parlando, il prezzo dei software viene stabilito sulla base della domanda attesa per il prodotto e sull’attività dei competitors. Ma se, come in questo caso, manca un efficiente ambiente competitivo e l’applicazione viene creata con il solo obiettivo di abbindolare i fessi di turno (e.g. delle aspiranti Paris Hilton che hanno acquistato l’iPhone scambiandolo per una piastra per capelli…), l’intervento diretto di Apple è a dir poco necessario, per dimostrare che soltanto i developers seri ed in grado di creare valore reale (non solo un diamante De Beers virtuale costantemente presente sul display)  possono essere ammessi all’interno del App Store .

…E solo in seguito il prezzo può essere stabilito dai consumatori stessi, sulla base degli attributi oggettivi e non della speranza (vana) di alcuni sviluppatori di marciare sulla esclusività del prodotto iPhone.

Voi che ne pensate?  Siete drastici ai miei livelli=)?

Buon Pomeriggio,

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Written by saraboargs

agosto 7, 2008 at 11:30 am

Pubblicato su Uncategorized

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4 Risposte

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  1. Io sarei ancor più drastico di te: il problema dei problemi (IMHO) non è che certe applicazioni vengano vendute, ma che ci sia qualcuno che se le compri :-(

    donmo

    agosto 7, 2008 at 12:39 pm

  2. caro donmo,
    la stupidità della gente è senza limite e difficilmente rimediabile.
    l’etica invece dovrebbe avere dei parametri oltrei i quali non bisognerebbe andare…e credo si possa educare a questo!

    saraboargs

    agosto 7, 2008 at 4:34 pm

  3. Già, Sà, speriamo… anche se a volte sembra una battaglia impari: ma mai arrendersi!

    donmo

    agosto 7, 2008 at 7:00 pm


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