Connecting the Dots – Il Blog di Sara Borghi

Archive for Agosto 3rd, 2008

12 idee per vendere i “Social Media” al vostro boss…

con un commento

Partendo da un’esperienza personale avuta di recente durante il mio stage in Scozia e predendo spunto dall’ultimo post del blog di Chris Brogan, consulente americano specializzato nell’utilizzo dei social media per la creazione di relazioni durature e valore per i consumatori, vorrei riproporvi (tradotte in italiano…) le 12 strategie da lui consigliate per convincere i propri capi (oppure i vostri clienti, nel caso svolgiate attività di consulenza) ad investire in queste attività ( e soprattutto ad affidarle a voi come project manager =) ).

Come evidenzia Brogan, se non si è in grado di articolare i benefici ed il ritorno di queste attività, oltre ad una lunga serie di altri dettagli, difficilmente avviene il passaggio dalle idee alla messa in atto di una strategia operativa…

lo scoglio principale consiste nell’entrare nel mindset della persona a cui ci si sta rivolgendo, basando la propria argomentazione su una scala di valori che sia di loro comprensione.

 

Ecco qui di seguito alcune idee:

1) Strumenti quali blogs, social networks, e social bookmarking sono molto più efficaci al fine di raggiungere i propri consumatori online rispetto al solo sito web.

2) Blogging può agire come strumento per ridurre le telefonate di servizio ai clienti (nel caso ci sia, ad esempio, una ben strutturata sezione FAQ oppure “How To” all’interno del blog stesso)

3) I costi per iniziare un blog sono esigui , se non inesistenti. Non più di 100$ per un anno di hosting. E la maggior parte del software è gratuito (esistono alcuni benefici legati a software di blogging professionali, ma per la maggioranza delle circostanze, quelli gratuiti sono più che sufficienti)

4) Le Social Network sono oggi sfruttate frequentemente dai consumatori, dai prospects e dai competitors. Questo rende immediato il contatto, l’individuazione dei loro bisogni e meccanismi di risposta immediati e flessibili.

5) I Social Media offrono strumenti solidi per ascoltare, dei quali molti gratuiti, che supportano qualsiasi organizzazione nel capire CHI parla e IN CHE MODO, rendendo possibile varie strategie di risposta.

6) I prmi passi sono semplici, come ad esempio implementare un processo di “blogger relations” che sia complementare a quello di “press relations”.

7) L’utilizzo dei Social Media INTERNO all’azienda può essere d’aiuto per facilitare la circolazione le informazioni, la collaborazione, la formazione.

8 ) La creazione di una componente di Social Media in aggiunta alle tradizionali attività di PR, assicura un reach migliore ,nonchè una più efficiente/efficace misurabilità degli investimenti grazie ai click e al altre metriche rispetto ai media tradizionali (TV, radio, giornali…) .

9) Un blog aiuta l’ azienda  a differenziarsi e a raggiungere una posizione di leadership.

10) l’utilizzo di social networks supporta enormemente le attività di acquisizione clienti, ricerca di risorse umane, product marketing e community awareness.

11) Costruire una community/social network (appongiandosi ad una piattaforma terza oppure integrandola all’interno del proprio sito web) conferisce un notevole impulso alla customer retention (metrica di fondamentale importanza).

12) …può aiutare avvalersi di esempi di altre aziende/organizzazioni competitor o simili che abbiano sfruttato con successo i Social Media.

…come dice Chis questa lista rappresenta un ottimo punto di partenza, con motivazioni che vanno al di là del semplice “sarebbe interessante…” oppure “questa nuova piattaforma è spettacolare…”, dalle quali difficilmente si genera credibilità.

Se pensate valga la pena di aggiungere qualche altro punto “persuasivo” alla lista a voi la parola…

Buona Notte!

Written by saraboargs

Agosto 3, 2008 alle 11:57 pm

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alcune riflessioni sulle Olimpiadi di Pechino…

con 2 commenti

Buongiorno e Buona Domenica !

Io mi sono svegliata da pochi minuti…ancora un pò malinconica per il mio ritorno a casa dalla Scozia…ed in attesa di andare a farmi una nuotata mattutina, vorrei condividere con voi alcuni pensieri legati alle attesissime Olimpiadi di Pechino 2008, che come saprete avranno ufficialmente inizio venerdì 8 agosto.

Se come me avete seguito l’evoluzione dei preparativi che hanno coinvolto la metropoli cinese in questi mesi, vi sarete resi conto di come la città abbia rischiato tutto e per tutto per riuscire a guadagnarsi una  posizione  di rilievo economico e geopolitico. La ricetta è stata molto semplice: portare TV da circa 200 paesi, 100.000 agenti di sicurezza, ufficiali a palate per il controllo doping ed un quantitativo di volontari pari a poco meno della popolazione di Reggio Emilia

e tutto questo per mostrare al Mondo il proprio status di player globale.

Quello su cui io vorrei far riflettere è che come ci insegna Spiderman “a grandi poteri corrispondono grandi responsabilità”. Pertanto, con la decisione di sfrattare circa 3 milioni di residenti, e allo stesso spendendo circa 200 miliardi (si avete capito bene) di $ per ricostruire la città (cifra incredibilmente superiore rispetto a quella spesa per la sanità nell’intero paese nel 2006), mi chiedo quali siano i costi giusticabili al fine di raggiungere un riconoscimento “comunitario ” (per usare un termine web 2.0 =) ) in ambito sociale e sportivo.

La speranza che personalmente nutro tutte le volte che si presenta un evento di queste dimensioni, è che la città ospitante agisca avendo ben a mente alcuni standard minimi richiesti dalla comunità internazionale.

Boutros-Ghali, quando ancora era segratario generale delle Nazioni Unite , disse che le Olimpiadi sono “una scuola di Democrazia”.  Questo è uno dei motivi per cui il Dalai Lama, il capo dei Tibetani oppressi dal governo Cinese, costantemente ripete che il Mondo ha bisogno della Cina, di Pechino e di queste Olimpiadi, in quanto in esse risiede il potere di introdurre all’interno della più grande nazione mondiale i concetto di fraternità globale e pace.

Alla luce di questo pertanto , Pechino, i suoi sponsor e le TV dovrebbero essere ansiosi di offrire alla audience quello che essa si aspetta: le imprese eroiche di atleti che fanno sognare nonchè incredibili gesti di sportività che ci facciano scnedere (perchè no?) anche qualche lacrimuccia… Giovani che ci richiamano ad un nobile utilizzo dei nostri corpi e delle nostre energie, nonchè migliaia di volontari che lavoreranno sodo per mostrarci con orgoglio gli incredibili risultati ottenuti da questa nazione, dopo un travagliato percorso di costruzione dal nulla nel lasso di una generazione (o poco più)…

Ma questi saranno 16 giorni soltanto. 16 giorni nella storia di un Paese che ancora ragiona in termini di dinastie.

Quello che davvero importa per i suoi 1.300.000.000 di abitanti è il DOPO. La Cina dovrà dimostare di essere capace di valorizzare i membri dei suoi 55 gruppi minori con lo stesso rispetto e giustizia che riserva agli HAN. Dovrà essere in grado di rendere evidente l’applicazione dei diritti umani, nonchè provare a un Mondo “spettatore” che il proprio focus non sono soltanto le statistiche da capogiro e le meraviglie architettoniche realizzate,ma soprattutto i valori e gli obiettivi per costruire il futuro ovvero: 

la Libertà e la Giustizia.  

E allo scrutinio finale, quello che verrà valutato davvero sarà l’impegno del Paese nel raggiungere entrambi questi traguardi.

Written by saraboargs

Agosto 3, 2008 alle 7:27 am

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