Archive for Giugno 30th, 2008
questione di equilibrio…
…Ultimamente mi pongo spesso il problema di come riuscire a trascorrere più tempo con la mia famiglia/amici , vivendo al tempo stesso una settimana che richiede una presenza lavorativa di molte ore , per non parlare del tempo richiesto dalla stesura della tesi e le attività extra che spesso si aggiungono alla lista delle “cose da fare”,dei doveri…
Questa sorta di dissonanza cognitiva mi porta spesso ad un “fallimento” da entrambe le parti e la cosa mi fa veramente incavolare rendendo il mio umore decisamente instabile! (chi mi conosce lo sa bene…;) )
Ho letto pochi minuti fa un articolo sul sito web del New Tork Times, dedicato al Dr. Stewart Friedman, professore americano di Managment di fama internazionale,autore del libro “Total Leadership: Be a Better Leader, Have a Richer Life“ nonchè autore del modello detto “4 way wins”, che offre una interpretazione di tipo integrato relativa alle principali attività che caratterizzano l’esperienza quotidiana di ognuno di noi : lavoro, casa, comunità, se stessi.
Nel suo libro, il Dr. Stewart affronta principalmente 2 tipi problematiche che soggetti di personalità di tipo A (leggi: maniaci del lavoro, super stressati, potenzialmente aggressivi =)) ) devono affrontare:
- interferenza psicologica
- conflitto di obiettivi
Secondo Friedman, il modo in cui ciascuno di noi spende il proprio tempo ha importanza, tuttavia in realtà, gestire il proprio tempo (relativamente alle 4 attività sopra citate) non è il fattore più importante. Esiste infatti un problema molto più incidente , che riduce la soddisfazione che si ottiene dai 4 ambiti della vita: si tratta dell’interferenza psicologica che li coinvolge.
Mi spiego meglio: è quando la mente è lontana mille kilometri da dove effettivamente vi trovate. Questo capita a tutti noi: Ci sono momenti in cui sto leggendo una pagina di un libro ma la mia mente sta sognano un viaggio in Madagascar… Non sono focalizzata…fisicamente presente,psicologicamente assente.
Se si riesce a ridurre questa interferenza psicologica, si aumenta l’abilità di concentrarsi su ciò che conta quando conta e si è in grado di minimizzare l’impatto deleterio che questi conflitti possono provocare fra ,per esempio, famiglia e lavoro. Sembra semplice a dirsi, ma credo che siano necessarie grandi doti di leadership per gestire ottimamente i “confini” che dividono le varie aree della nostra vita , e non soltanto quelli di spazio e tempo, ma soprattutto quelli psicologici della concentrazione ed attenzione.
Spingendo un po’ oltre il ragionamento, la vera Leadership in questo caso, intesa dal prof. Friedman nel senso dell’essere agente di cambiamento, riguarda il vivere una vita che sia più ricca, non semplicemente trovare l’equilibrio “lavoro/vita vera”.
Questo infatti, implicherebbe che basta avere un ammontare equivalente di elementi in competizione fra loro per creare un equilibrio costante…ma tutto ciò per me non ha senso !
Inoltre, comporterebbe dei trade-off: pensateci… guadagnare in un ambito, ma essere un completo disastro in un altro! Ok, probabilmente in qualche momento della vita è uno step inevitabile, ma pensare al proprio lavoro da una parte e al “resto della vita” dall’altra come ad una serie di alternative è fondamentalmente controproduttivo… Se l’obiettivo è trovare l’equilibrio fra lavoro/vita, secondo Friedman (e io condivido appieno), si vivrà sempre e solo in preda ad uno “zero-sum game“. è la vostra scelta? la mia no di certo…
La soluzione si trova, in questo caso, nel Jazz : diventare capaci di suonare una musica completa, unica ed elegante mescolando i suoni dei vari strumenti della nostra vita che (fortunatemente) abbiamo a disposizione . Non si tratta insomma di mettere a tacere il sax per fare sentire meglio il basso…
Fintanto che non riusciamo a trovare soluzioni per integrare le 4 aree della nostra vita e soprattutto a trovare il potenziale che è nascosto in ognuna di esse di contribuire al successo in un’altra, resteremo sempre delusi e,spesso, fermi.
vi mostro una rappresentazione grafica di questo cambiamento delineato dal Prof. Friedman:
e lo ringrazio per l’input…
Sà
foto Euro 2008…
Buongiorno!
dormito bene?
immagino sarete tutti alle stelle e contentissimi per la vittoria dei nostri amici Spagnoli ! mmm….forse no eh? =)
devo dirvi che io la partita non l’ho praticamente vista, ero impegnata a fare 1000 altre cose e soprattutto ero convinta in partenza che avrebbero vinto loro (eheh, in realtà sono una calcio-veggente…) quindi non ero mossa da particolari ansie televisive=)
stamattina però, nel tentativo di sistemare le mie foto su Flickr (è lungaaaa e non ho molto tempo oggi!), ho sbirciato fra quelle scattate dagli altri utenti durante (e dopo) il match di ieri sera…sono bellissime, molto meglio di qualsiasi altra foto si possa trovare oggi su di un qualsiasi magazine o giornale in edicola…e mi sono resa davvero conto dell’impatto che questa social network abbia sull’industria fotografica globale! La verità è che già dalle primissime ora di stamattina, moltissimi media stanno “pescando” fra le gallerie fotografiche di Flickr alla ricerca della foto perfetta da inserire all’interno dei propri siti web, newsletters etc etc… .
Questo perchè non soltanto Flickr consente loro di scegliere da un’enorme recipiente in perenne aggiornamento (e, in gran parte, di qualità), ma allo stesso tempo di evitare una spesa di migliaia di Euro/$/£/ per ingaggiare fotografi “professionisti”.
Sarebbe davvero opportuno che, proprio nel caso di eventi di queste dimensioni (ma anche per altri minori…) si riuscisse ad creare una situazione di win – win, che arrecasse benefici in termini di costi e profitti per entrambe le parti.
Sono convinta che ci siano ottime opportunità di sviluppi futuri in questa direzione…voi che ne pensate? avete già idee a riguardo?
Fatemi sapere =)
Buona mattinata
Sà

